Molto asilo molto amore

Oggi, per bimbetta, è stato il primo giorno di nido. Dato che la sottoscritta era con lei per l’inserimento, ho avuto tutto il tempo di meditare sull’evento e su ipotetici sviluppi.
1. Dove cacchio siamo? Nido, asilo, materna, possibile che nel mio cervello siano tutte la stessa cosa ma nel mondo non sia così? Insomma, la mia creatura di manco nove mesi, dove la sto parcheggiando?
2. Ma come si fa a fare il mestiere di maestra e poi aver ancora voglia di, chennesò, avere dei figli propri, sorridere ad una creatura, ma anche solo aver fiducia nelle nuove generazioni?
3. Ammetto che per quanto concerne il punto 2. è una considerazione che faccio di fronte a qualunque tipo di professione; dalla cameriera (ma poi torni a casa ed hai davvero ancora voglia di bere caffè) alla ginecologia (ma hai davvero una vita sessuale? Maddai, non ti credo!), quindi forse non conta.
4. Ohpporca vacca mia figlia, fra asilo, piscina, nonna e parco ha una vita sociale che io mi sogno. Nella mia agenda, attualmente, c’è scritto solo "Smettila di piangere e spera".
5. E io spero! Ma fra le lacrime!
6. Che tenerezza, però, la cipolletta è la più piccola fra i bimbi. Tutti gli altri stanno almeno in piedi e lei è lì, nel suo particolarissimo gattonare, che cerca di star loro dietro. E li guarda a bocca aperta, è come se pensasse "Cacchio, questi sì che sono avanti!". Mi scioglievo  d’amore ogni volta che batteva le manine in cerca della loro attenzione.
7. Attenzione ovviamente disattesa. Nessuno dei bimbi si filava di pezza la bimbetta mia. Esattamente come a casa con il cuginetto di sei anni che, se potesse, la smaterializzerebbe per tornare il re del reame, ma si limita a far finta che non esista. Riuscendoci da dio, ovviamente.
8. Molto legato al punto 7. Povera cipolletta, crescerà con la sindrome dell’invisibilità. Stupidi fumetti che cercano di spacciare questa tragedia per un superpotere!
9. Mia figlia cresce un sacco in fretta. In un attimo avrà 20 mesi, come l’altro bimbo che oggi iniziava l’inserimento.
10. Ma come cazzo si fa a chiamare una creatura Carlo Alberto Maria? O meglio, se proprio insisti dagli pure tutti ‘sti nomi, ma non verbalizzarli ogni volta che chiami il bambino. Ora che pronunci "Carlo Alberto Maria, smettila immediatamente!", il danno il bimbo l’ha bello che concluso!

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