Ma chi cacchio mi guarda dallo specchio?

Sono due giorni che dormo poco e male, troppo sintonizzata sul respiro rantolante di bimbetta raffreddata. Sveglie improponibili per aspirarle il moccio dal naso (a che pro, poi, visto che attacca a piangere disperata producendone subito di nuovo) con la sola forza dei polmoni (miracolo che non ci vengano continui ictus), nausea da stanchezza, palpebra calante ed occhiaie scavate da esperti.
Ieri sera, mentre mi facevo una doccia alla velocità della luce approfittando di un momento di calma, mi sono messa a pensare alla vita di prima. Quella di quando bimbetta non c’era, dove pensieri e responsabilità erano limitate a me, dove le nottate erano fatte per scrivere, fumare e guardare film, e le sveglie erano abbandonate in giro per casa a prendere polvere. Quella delle giornate in casa a preparare storie, giorni interi senza uscire nemmeno per prendere il pane, tanto non era importante che il sole mi vedesse. E tutto era sballato, tutto improvvisato, rimandato o snobbato proprio.
Tutto era un caos, io ero un caos e ci stavo bene, e tutto era diverso.
E ieri sera, mentre mi spalmavo la crema sulle smagliature lasciate dalla gravidanza, mentre l’orecchio vigilava sul silenzio che poteva spezzarsi da un momento all’altro, mentre pensavo all’inserimento al nido, al sorriso di mia figlia coronato dallo spuntare di due dentini in più, mentre facevo mente locale sul brodo da preparare per la pappa, le lavatrici, le lenzuola da cambiare, la speranza che esca il sole per permettere a bimba un pomeriggio al parco, mentre pensavo a tutto questo e molto altro ancora, mi sono sentita tremendamente confusa.
Insomma, un pò come se non mi riconoscessi. Come se fossi stata catapultata in una vita non mia, dove il ruolo che sto interpretando, la vita che sto conducendo, sia quella di -OHSSIGNORE- un adulto.
Sarò da ricovero ma io ancora non me ne capacito.
Non mi sembra vero.
Da non fraintendere. Adoro bimbetta e mai al mondo tornerei indietro, ma è innegabile il trauma del riorganizzare il tempo, la coppia, modi e pensieri.
Tutto in toto, insomma.
Mica pizza e fichi.
E sì, ho una profonda nostalgia della persona che ero e che probabilmente non sarò più. Non era male per un cazzo ciondolare sul divano come professione principe.
Non era affatto male.

2 pensieri su “Ma chi cacchio mi guarda dallo specchio?

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