Come in Kill Bill ma senza lo charme di Uma Thurman

Ok, lo confesso, ultimamente sono un po’ stressata.
Troppi pensieri, troppe responsabilità, poche ore di sonno e pochissimo tempo da dedicare a me stessa.
E lo stress si trasforma in rabbia. Rabbia racchiusa nello stomaco, che risale a tratti lungo la gola ma si ferma lì, dove un nodo di saggezza ricaccia tutto indietro.
Fino a questa mattina.

Arrivo in banca trafelata ed infreddolita. Sono l’unica cliente. L’impiegata dello sportello solleva la capoccia dal computer e mi sorride "Dammi qualche minuto e ti servo!" mi dice.
"Certo!" sorrido a mia volta.

Ma i minuti si rivelano più di cinque. Inizio ad aprirmi la giacca, poi poso la borsa sulla sedia lì accanto, poi afferro uno dei mille volantini. Dovrò pur passare il tempo, no?
Entra un’altra cliente. La chiameremo Cappotto Rosso.

I minuti continuano a passare.

Ad un tratto, un quarto d’ora totale dopo, l’impiegata alza gli occhi e mi guarda "Prego!"

Appoggio il volantino, afferro la borsa, noto che la tracolla si è impigliata in un gancetto. Il tempo di disincagliarla e Cappotto Rosso va allo sportello.

"Mi scusi!" avviso gentilmente Cappotto Rosso "Ma c’ero prima io!"
"E allora?" si volta lei gettandomi un’occhiata infastidita "Se dormi in piedi mica è colpa mia!"

E’ a questo punto preciso, alle 11 circa del mattino, che il nodo in gola si scioglie.
La Pera, notoriamente studiata da luminari di tutto il mondo per la sua indole pacifica, evita di trasformarsi nell’incredibile Hulk semplicemente perché fa troppo freddo per girare con i vestiti stracciati (senza considerare che non si depila da un sacco, e si vergogna come un ladro al pensiero di mostrare a tutti i suoi polpacci pelosi), quindi evita di assumere un colorito verdognolo, rimanendo nel suo classico pallore grigiastro ma, del mostro buono, ne assume l’espressione.
E’ un attimo, nemmeno se ne accorge, ma accorcia la distanza con Cappotto Rosso e, guardandola fissa negli occhi, domanda:
"Credo di non aver capito. Vuoi ripetere?"
La Pera sente la rabbia scorrerle nel corpo, vibra di energia repressa, sente che la sua postura si è modificata, e che è pronta a scattare per una stupida fila alla cassa. Lo sente nella mandibola tesa, nella vena che pulsa, negli occhi che non so se erano strabuzzati o serrati.
Credo lo abbia sentito pure Cappotto Rosso.
"No, scusa, passa pure!" sussurra.
La Pera continua ad osservarla. Non riesce a richiudere il nodo. Serra le mani. Non si riconosce.

"Ehm…ragazze…" interviene l’impiegata, con una mano pronta sul telefono della scrivania.

La Pera respira. E sospira.
Si volta verso lo sportello e sbriga le sue commissioni.
Poi ringrazia e se ne va.

Poi si è fumata due sigarette di fila, seduta su una panchina bagnata, mentre cercava qualche canzone allegra e ritmata sul suo scassato lettorino mp3. Qualcosa che la distraesse e l’aiutasse a richiudere quel nodo.

La Pera ha deciso, lì, sotto quella pioggerellina subdola, che è arrivato il momento di andare a correre, o lavare i vetri di casa, o fare qualunque cosa possa aiutarla sfogare un po’ di energia fisica. Ne ha un gran bisogno, dannazione, perché questa versione di sé non le piace manco un po’.

9 pensieri su “Come in Kill Bill ma senza lo charme di Uma Thurman

  1. bè, ma reagire come le persone si meritano non è mica una roba brutta scusa!!

    Dopo, se lavi i vetri e vai a correre, il prossimo che ti tratta male che fai, lo lasci passare???

    Io darei il mondo per avere la risposta pronta quando serve… ma sono una mozzarella, anche senza lavare i vetri!

  2. Non ti sarai piaciuta, ma in quel momento hai avuto la reazione giusta, di fronte ad una str…
    Anzi, saresti stata peggio se avessi taciuto.
    Certo che due parole anche all’impiegata…
    Ciao!!

  3. Anche io mi sento cosí, anche io devo trovare assolutamente una valvola di sfogo; mi sa che mi metto a correre pure io per evitare di fare l’occhio nero a qualcuno.
    Anche se, nel caso da te descritto, con tutta la calma e pazienza che vuoi, ma un vafanculo se lo sarebbe meritato lo stesso.
    Tinuccia

  4. Mi spiegate perchè mai dare della stronza ad una stronza dovrebbe farti sentire “cattiva”?
    Anzi, magari la pusillanime la prossima volta saraà meno infame anche con qualcun’altro , e sarà merito tuo.
    VIVA TE!

  5. No, no, aspettate, qui c’è stato un equivoco dovuto alla pressapochezza del mio linguaggio: nessun problema a dare della stronza ad una stronza, ci mancherebbe altro.
    Quello che mi ha fatto riflettere è il fatto che io avrei voluto aprirle quella testa in due, facendo schizzare un sacco di sangue come nel più classico b-movie trash. E so di aver preso sta provocazione come l’occasione propizia per sfogare fisicamente la rabbia.
    Ecco perché domani lavo tutti i vetri di casa.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...