il nemico n.1 (e 2)

Più o meno 2 anno fa, quando la Pera era una mamma alle prime armi e totalmente priva di qualunque esperienza con piccettini di ogni sorta, era convinta che non sarebbe mai riuscita a svezzare la figlia. Immaginava anni a venire con le tette perennemente al vento, inglobata da un immenso mare di ciccia e una creatura alta un metro e 20 attaccata a ventosa ai suoi capezzoli. Poi la natura ha fatto il suo corso e le tette della Pera sono tornate ad appartenerle (e lei, generosamente, tornò a prestarle al Fonto che, fino ad allora, se n’era tenuto perplessamente alla larga).

Più o meno lo scorso anno, la Pera era convinta che non sarebbe mai riuscita a spannolare la figlia che sarebbe cresciuta e cresciuta ancora, diventando un inquieta adolescente munita di calze a rete e patella pampers. Anche in questo caso la natura fece il suo corso.

La Pera si rilassò, convinta di aver aiutato la figlia a raggiungere i traguardi chiave per una crescita autonoma. Ma si sbagliava, perché aveva sottovalutato il nemico più grande.
il ciuccio.
Partiamo dal presupposto che Bimbetta non ne ha uno solo, bensì 2: Solitociuccio (battezzato da lei, così, tutto attaccato) eletto a capobranco, l’unico che ciuccia con estremo piacere da quasi 3 anni a questa parte, ridotto ormai a un ignobile brandello di silicone grigiastro, e L’altrociuccio (idem come parentesi sopra) che tiene saldamente in mano, salvo svegliarsi alle 4 del mattino per accorgersi di averlo perso e pronunciare l’odiatissima frase "mamma! dov’è L’altrociuccio?"
Li usa pochissimo perché sull’argomento abbiamo sempre delineato dei paletti ben precisi: solo per la nanna e talvolta per conforto ma, nonostante il tempo delimitato, non ha nessunissima voglia di staccarsene. Le stiamo provando tutte, perché ormai i 3 anni sono alle porte e per mio parere personale, un treenne col ciuccio è decisamente grottesco, ma la signorina non si lascia abbindolare da niente. Rifiuta i regali che le porterebbe "la fata dei ciucci", snobba le motivazioni che le diamo cambiando perentoria discorso, finge di non sentire e si tiene stretta al cuore i suoi palliativi d’amore.

La Pera, che è da sempre una grande sostenitrice del "rispetta i tempi dei bambini", inizia ad averne le balle decisamente piene. E continua a leggere i possibili danni che l’uso prolungato nel tempo di un ciuccio possono creare alla mascella degli infanti.
Quindi chiede a voi, genitori della rete, come avete fatto a togliere di mezzo questa forma di dipendenza.
Che la Pera, mamma alle prime armi e totalmente priva di qualunque esperienza con piccettini di ogni sorta, inizia a immaginarsi la figlia adolescente, truccata, in calze a rete, anfibi con zeppa alta quanto un labrador e ciuccio fra le labbra pittate di rossetto viola. Una scena che non si può guardare.

Annunci

15 pensieri su “il nemico n.1 (e 2)

  1. Gettaglieli nella spazzatura! So che sembra estremamente crudele, ma dico sul serio. I miei fecero così con me e mia sorella: li gettarono e ce li mostrarono nel sacco nero, fra gli avanzi di cibo. I pianti si sprecarono per un paio d'ore, ma poi l'argomento fu chiuso, non chiedemmo mai più del nostro ciuccio. Non so cos'abbiano da dire a riguardo gli studiosi di psicologia infantile 😀 probabilmente non tutte le mamme hanno il cuore di fare una cosa del genere, ma credo che usando solo le maniere dolci la bimbetta continuerà a tenere il coltello dalla parte del manico!

  2. noi il ciuccio l'abbiamo perso (non s'è fatto apposta, s'è perso per errore a Livorno in vacanza) e da allora direi che mediamente si piange (lei e io, equamente).però resistiamola storia della fatina dei ciucci l'ho pure io usata, ma senza troppo successoergo si piange, lei e io equamente

  3. ti consiglio il libro per bimbi "il ciuccio di Nina".. magari le può servire :)Poi magari potete trovare altri metodi di autoconsolazione (ad esempio un nuovo orsetto con funzioni esclusivamente consolatorie) e puntare pian piano sulla sua indipendenza..Tra parentesi, io da piccola ho sempre rifiutato il ciuccio, col risultato che poi ho ciucciato il cuscino fino quasi agli otto anni, con gli stessi risultati dentiferi di quelli paventati dal ciuccio.. solo che togliere un'abitudine così è ancora più difficile.

  4. Pargola piccola non l'ha mai voluto, la grande, a due anni e mezzo, sembrava non volerlo abbandonare, anche se lo cercava solo per dormire. Io ho iniziato a raccontarle la favola dei topini dei ciucci, che vanno nelle case dei bimbi grandi per prendere i ciucci che a loro non servono più (anche se loro, i bimbi, non l'hanno ancora capito) e se li portano via per i bimbi "piccoli-troppo-poveri-per-comprarli-poverini!", I topini, per premiare questi bimbi grandi generosi, nascondono nella casa una ricompensa.dopo una giornata e mezza senza cercarla, decisi che i topini erano passati, e alla prima richiesta del ciuccio iniziò una sceneggiata degna dell'actor's studio! "come non si trova? ma forse sono passati i topiniiii!!" (da leggersi con sommo entusiasmo genitoriale) e al primo accenno di labbruccio tremulo pre-pianto partì una sensazionale caccia al tesoro, che si concluse con il ritrovamento di due-libricini-due delle principesse e di uno xilofono, che suonò per i tre giorni successivi (probabilmente ogni volta che avrebbe voluto prendersi il ciuccio).Se non vi sentite particolarmente teatrali, oppure la tua pargola sgama il trucchetto, puoi provare con la soluzione di mia sorella: il pediatra disse alla nanetta "sei grande, basta ciuccio" e lei "NOOOO!!!", lui alzò le spalle e disse "tanto ormai sei così cresciuta che sarnno i tuoi dentini a rovinarlo, e non riuscirari più a tenerlo in bocca perchè lo avrai consumato tutto!". Ogni due o tre giorni mia sorella dava una sforbiciata a tutti i ciucci di casa, accorciandoli di circa un centimetro. Quando non c'è l'ha fatta più a fare l'equilibrista con quel moncherino di ciuccio, l'ha sputato e ha detto "uffa, aveva lagione il dottole, i miei denti l'hanno tutto lotto!!" e non l'ha cercato più.In bocca al lupoRaffaps: ussignurr, quanto mi sono dilungata! scusa 🙂

  5. Sono Raffa, del commento prima: doppio "ooooops". Non mi ero accorta di quanto mi ero dilungata, nè del fatto che i topini (o la fatina) li ha già sgamati… ergo, prova direttamente la seconda soluzione :-))

  6. Il mio ragazzino bucò il suo ciuccio preferito. ovviamente non tirava più come prima. non fummo in grado di trovarne un'altro. Ha tenuto il suo ciuccio rotto per un pò sul comodino e poi non l'ha più chiesto.Il mio consiglio è: ancora un pò di pazienza, prima o poi si consumeranno o li perderà, non sostituirli e vedrai che andrà liscia. Più o meno… mi dicevano che è come smetter di fumar e ti assicuro che non è semplice!!

  7. Capisco in pieno, Carolina non l'ha mai voluto, a 8 mesi se lo tovglieva di bocca e lo scagliava il più lontano possibile, era il suo divertimento più grande !!! Carlotta invece l'ha tenuto fino a…ehm…poco tempo fa… (compie 4 anni tra un mese)…l'ha abbandonato da sola, senza un motivo preciso (almeno senza rivelarcelo), l'ha abbandonato sul nostro lettone e non l'ha cercato più.Dopo qualchegiorno d'indifferenza l'ho fatto sparire, sembra non essersene minimamente accorta.Credo che anche andare all'asilo con gli altri bimbi l'abbia aiutata perchè questo è "l'asilo dei grandi", magari il ciuccio nella sua immagine di 'mondo dei grandi', non c'è.Io crdo che la natura farà il suo corso anche qui Pera, non ti disperare !!!Giulia

  8. ehm, io ieri sera ho ceduto e glielo ho ridatoche ha pure la varicella e mi sembrava una crudeltà levarle la sua consolazione (e poi diciamocelo, avevo un sonno boia e non ce la potevo fare a stare un'altra notte sveglia)

  9. la mia mamma l'aveva magicamente perso..e da quel giorno non l'ho più visto…che infanzia infelice…;Dscherzi a parte…o lo fai sparire di punto in bianco prota alle crisi che ne deriveranno o le lasci tempio rischiando che non lo molli più…:P

  10. ANONIMO: lo so, è una soluzione che mi stuzzica, ma dato che se non mi complico la vita non sono soddisfatta, e dato che seguo la filosofia Dolto, in cui il bambino è responsabile di sè stesso e delle sue decisioni, e non in balia delle decisioni degli adulti, no, non lo posso fare.TRASPARELENA: Ohh, ciccia, mi spiace tanto che abbia la varicella, e capisco il tuo fare marcia indietro. Probabilmente l'avrei fatto anche io. sia per la piccola, che per la propria sopravvivenza…ANONIMO COMMENTO 3 grazie del suggerimento del libro, appena passo in libreria lo ordino ;)RAFFA grazie, grazie, grazie. Non solo ho apprezzato una cifra il tempo che hai dedicato al tuo commento, ma anche l'idea di richiedere l'intervento della pediatra è eccezionale. Pure quello di scorciare i ciucci mi sembra una di quelle tecniche bastardissime ma geniali e, se non fosse che seguo il pensiero Dolto, giuro che lo attuerei da questa sera.GIFFA: In effetti non è che voglio toglierlelo dall'oggi al domani, e vorrei davvero fosse una sua scelta, sofferta ma consapevole. Intnato questo we compreremo il gioco che ha "chiesto alla fata dei ciucci", e lo lasceremo lì, davanti ai suoi occhi, incartato e non avvicinabile fino a quando non metterà lei i ciucci sul balcone… sperem…GIULIA: Ci pensavo proprio questa mattina. Finché va al nido, circondata da bimbi piccolini tutti muniti di ciuccio, è un po' difficile farle capire che lei è la grande. Ma da settembre, quando entrerà alla materna e vivrà classi miste 3-5 anni, forse inizierà a sentirsi "grande"… anche se per settembre mi piacerebbe che avesse risolto questa dipendenza…LATIKI: il fatto è che non è il mio modus operandi scegliere per lei su faccende che la riguardano in maniera così diretta. Cerco di spiegarmi meglio, prima che pensiate che casa nostra è una giungla d'anarchia: Io sono la sua prima educatrice, impongo dei limiti che vanno rispettati, suggerisco regole che vanno seguite, nutro, curo, coccolo. E parlo. Parlo tantissimo. Raramente le dico "NO PERCHE' LO DICE LA MAMMA!", cerco di spiegare il perché di ogni divieto.Faccio un esempio stupido ma capitato proprio in questi giorni:Se lei vuole saltare giù dal divano le dico "Secondo me non è una buona idea, rischi di cadere e farti moto male!""Ma io voglio farlo!""Il tuo corpo è una responsabilità tua, sei libera di farti male, ma io in questa faccenda non voiglio averci niente a che fare, quindi adesso esco dalla sala e vado a stendere i panni sul balcone. se cambi idea mi trovi di la!".Ecco, tempo 30 secondi (di notevole batticuore celato) e la nanetta era al mio fianco a passarmi le mollette del bucato. Questo avviene -seguendo il metodo Dolto (Francoise Dolto, psicoanalista infantile a mio avviso eccezionale) perché il bambino, senza un adulto pronto a spalleggiarlo con la sola presenza fisica (capro espiatorio) messo di fronte alla responsabilità di sè stesso, attua un ragionamento più consapevole nei propri confronti. Si prende cura di sè. E il libero arbitrio è il più grande insegnamento che un bambino possa desiderare, perché è la sua possibilità di scegliere che lo porta un passo più vicino all'autonomia. E a costo di sembrare assurda, vorrei che per il ciuccio si seguisse un percorso analogo.Sono stata abbastanza nebulosa, vero?

  11. Anche Viola è arrivata quasi a ridosso dei tre anni (il pediatra e il dentista ci avevano suggerito, nel limite del possibile, questo tempo come limite massimo per evitare successivamente disturbi al palato) prima di lasciare il ciuccio (che usava solo per addormentarsi), finchè un giorno le abbiamo detto che era ora di buttarlo via!Anche noi abbiamo usato il sistema di "Anonimo #1" della spazzatura, ma è stata lei personalmente a recarsi davanti al bidone della spazzatura e a gettarvi il ciuccio con le sue mani! Ha funzionato!

  12. ehm….io invece ho usato un metodo poco montessoriano….le ho chiesto: cosa vorresti più di qualsiasi cosa al mondo? il camper di barbie. ok te lo compro se butti via il ciuccio…detto fatto. il giorno dopo si ciucciava il dito….pera nn aspettare, xkè i conti degli apparecchi x i denti sono salati e tocca a te pagarli. a noi genitori sembra di traumatizzarli e invece sono sciocchezze, te lo assicuro, i traumi sono altro

  13. pera la tua risposta mi ha illuminata…è fantastico…sei forte!!!dimmi come si chiama il libro che visto che ho un girino in arrivo pure io…mi 0preparo….:PP

  14. LATIKI la Dolto ha scritto diversi libri, ma qui in italia non è conosciuta quasi per niente. Io, di tradotti in italiano, conosco "il bambino e la città" che però è piuttosto generico, e "come allevare un bambino felice" che forse è un pelo più mirato sull'argomento educazione.Felice di poter divulgarne gli studi, a me il suo approccio con l'infanzia piace davvero tantissimo! 😉

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...