Al limite

Io adesso mollo il lavoro. Giuro.
Basta, mi arrendo.
C'ho provato ma a quanto pare non abbastanza, c'ho creduto -e anche tanto- ma poi ho smesso, grazie tante.
Che non posso andare avanti così. Non ce la faccio, davvero, non c'ho il fisico. Non c'ho la tempra. Non c'ho più manco la testa. E quanto è rimasto indietro il cuore? Che se mi volto manco più lo vedo.
Io adesso mollo tutto.
Ma tutto proprio, eh.
E mi faccio l'orto. Poi mi metto una capra su un balcone e un tre galline sull'altro balcone.
Mi compro "coltiva il tuo orto for dummies" e "nutri ii tuoi animali da fattoria for dummies".
Avrò quello che mi serve per sopravvivere dignitosamente, più tempo per me e per i miei cari, meno scleri cerebrali e maggior salute.
Le bollette continuerà a pagarle il Fonto che manterrà il suo lavoro, dato che gli piace, tutto sommato lo gratifica, ed è pure tenuto in considerazione -dal punto di vista umano, mica chissachepretese-.

Ecco.
A me non sembra una brutta idea e anzi, con i tempi che corrono, forse è l'unica salvezza.

12 pensieri su “Al limite

  1. come Annika dico anche io: oddio!!!…quello che sto pensando anche io in questi giorni!!!

    tempo
    mi serve tempo.
    per me e per i miei cari.

    e il cuore…dov'è????

    a poi anche a casa mia le bollette le paga M…per cui non cambierebbe molto…

  2. Sono perfettamente d'accordo cara. E non posso nemmeno coltivare niente perchè con lo smog che c'è qui…blah, ci avveleneremmo anche più del dovuto.
    MP

  3. Vado controcorrente e ti dico NO! NON FARLO!!! nonstante tutto quello che pensi adesso te ne pentiresti e tutto il tempo che adesso ti manca non sapresti come impiegarlo.
    Che poi si possa sempre trovare un lavoro migliore di quello attuale su questo non ci sono dubbi!

  4. Ehhhh hai voglia quante volte ho pensato di mollar tutto e di prendermi due galline un orto e un asinello???

    Solo che ci vogliono 10000 permessi asl, i controlli, gli attrezzi, la rava, la fava, i soldi… uno sclero pazzesco… alla fine è più costoso iniziare a fare il contadino che il gioielliere.

  5. pera, che ti devo dire.
    nella tragicità di questo tuo momento, a me è scappato un sorriso che assomigliava più ad una risatina isterica, perchè nella simil-tragicità del mio momento e nell'incertezza del mio futuro, io ci avevo già pensato, quindi, se vuoi, te lo presto io…

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