per curiosità

Questa notte sembrava che qualcosa stesse per muoversi ma poi, al solito, tutto è rientrato nella norma.

Siamo quindi rimasti io, arenata sul letto in una seduta simil comoda, la panzona ballerina e milioni di pensieri tragici e negativi.

 

Ora, vediamo di capirci per togliere ogni ipotetico dubbio. Mi piacerebbe davvero tanto che, all’improvviso, mi si rompessero le acque, o mi arrivasse una contrazione di quelle serie che lo capisci che non è più tempo di prove generali, o qualunque avvisaglia di travaglio spontaneo, proprio come capita nei film o, più semplicemente, a milioni di donne nel mondo ogni sacrosanto giorno.

Mi piace il concetto di “naturale”, di rispetto dei tempi, del valore  -sicuramente aggiunto- di lasciare che sia il bambino a dare il via alle danze. Sembra avere un senso, e sembra pure essere dignitoso.

Ma se così non dovesse essere, pazienza. Se ripercorreremo la strada che portò Piccetta, il travaglio me lo inietteranno nel braccio in forma liquida. Amen.

E se per qualche motivo dovesse esserci qualche ulteriore complicazione, cesareo e via. Doppio amen. Peccato solo che a quel punto avrei potuto sgravarmi 3 settimane prima.

Insomma, non credo di essere il tipo di persona che entrerà in depressione o si sentirà in difetto per “non essere stata in grado di”.

Credo di guardare più al fine che non al mezzo e per raggiungere un fine, qualunque fine,  c’è sempre più di un percorso da intraprendere. E ogni percorso è mosso da infinite variabili, molte delle quali non controllabili direttamente. Vada come vada, comunque sarà un successo perché insomma, qualunque sia il modo in cui il ragazzetto verrà alla luce, sticazzi d’un ragazzetto,  sarai sì costretto a mollare la presa e rassegnarti a respirare per i cazzi tuoi!

Mi spiace che molte donne, invece, caschino in un gorgo immotivato di sensi di colpa per non essere “state in grado di far nascere naturalmente i propri figli” e passino mesi a cercare il modo di perdonarsi.

Mi spiace molto davvero.

Però ecco, una parte di me, ovviamente, non può non chiedersi “ma perché non sono capace di avviare un travaglio?”

Perché sono un’eccezionale incubatrice incapace, alla fine del percorso, di lasciar andare le sue “creazioni”?

E’ perché sono del segno del cancro e il cancro, per antonomasia, è incapace a rompere le relazioni?

E’ una cosa psicologica?

Fisica? Tipo, chessò, l’assenza di un ormone, enzima, triccheballacche?

Anatomica?

Genetica?

Meccanica?

Quantistica?

O sbagliano a datarmi nel senso che io non impianto embrioni a metà del ciclo, ma sempre alla fine?

 

Insomma, io me lo chiedo.

Ma senza “rimproveri” o sottomotivazioni secondarie. Me lo chiedo e basta, sarei curiosa di saperlo.

Non per affrontare la fine del percorso in maniera diversa da come l’affronteremo, non è un’informazione che potrebbe fare la differenza, e probabilmente non mi donerebbe nemmeno un quadro più ampio della persona che sono,  solo così, per curiosità.

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15 pensieri su “per curiosità

  1. Eccola a rapporto, quella che non è in grado di far nascere i propri figli (ne di sopravvivere al tentativo di parto, se vogliamo metterla proprio giù tutta).
    Dico spesso che se il PG fosse nato anche solo 50 anni fa, ne lui ne io saremmo sopravvissuti. E quindi ovviamente non ci sarebbe il Nin (che anche li, con la gestosi… parliamone). Non sono adatta alla procreazione, è evidente. Il mio fisico la rifiuta. Santi Anni 2000.
    Devo dire che qualche problemino me lo sono fatto all’inizio.
    Poi basta.
    Anzi, ho anche coniato una frase ad hoc, vuoi sentirla?
    LA SOPRAVVIVENZA DELL’INADATTO.
    Praticamente Darwin alla rovescia.

    Siamo qui, siamo belli, siamo sani, siamo felici.
    Fanculo.
    🙂
    A.

  2. Io mi sono scampata il parto indotto, per una manciata di ore…e se ti dico come penso di aver fatto partire il travaglio cara mia, dovrei essere in depressione…invece me la rido, e ti dirò, con questo secondo frutto dell’amore che mi cresce in pancia, dovesse andare per le lunghe come la pima gravidanza…bhè sono sicura che ripeterò il trattamento…magari qualche giorno prima…speriamo funzioni davvero. così ne avrei la conferma. Io per la prima geavidanza ero fissata che avrei voluto il naturale per forza… e anche in questa seconda lo preferirei…solo per poter mettermi in piedi da subito…però ecco, diciamo che sono meno fissata … sarà che è il secondo? boh cmq non te ne fregherà ‘na bella mazza, ma io ti penso tanto tanto.

  3. Nelle ultime settimane io avrei accettato qualsiasi proposta per accelerare il tutto e quando e’ stato il momento di dare una bella spinta alla situazione ho dato immediatamente l’ok all’ostetrica!

  4. Questa cosa non la capisco .. ma in che senso non riuscite “naturalmente” .. non é minga come andar di corpo .. che uno dice va be una leggera stipsi.. insomma…

    Ad un certo punto … COMUNQUE … il bambinetto non deve uscire … volente o nolente .. non basta aspettare che le contrazioni facciano il loro corso .. ci mettano pure quel che sia .. una settimana, due o tre extra?

    UNA SPIEGAZIONE ( FORSE )

    Per giustificare questi ritardi di voi donne moderne… magari .. la vita troppo sedentaria ? Troppo poco movimento .. ? Etc etc… Se provaste ad agitarvi un filino di piu’ nell’ultima settimana.. tipo fare scale …. scendere le scale .. fare la spesa… camminare… zompettare… lavorare in giardino … piantare cavolfiori … zappare la terra… fare sollevamento pesi … spolverare .. insomma … sudatevela come facevano le vostre bisnonne contadine nei campi .. rigovernare la stalla… dare da mangiare alle mucche … mungere… pastorizzare .. fare il burro con la zangola…

    SECONDO ME .. con tutto quel movimento … esce il bambino … eccome se esce…

    Se invece ci date dentro di divano e telecomando .. allora magari vi viene la sindrome da “gravidanza pigra”… e allora sono cavoli…

    • Può essere che la tua ipotesi abbia ragione di essere… sicuramente la mia vita, rispetto a quella delle donne dello scorso secolo, è assolutamente sedentaria (ma appena mi procuro una zangola, minimo minimo ne sforno due di bimbi!!!).

      Rispetto alle donne dello scorso secolo, però, il mio parto è più sicuro.
      100 anni fa una su 4 moriva di parto. Del resto, poveracce, era davvero un salto nel buio.
      Noi, oggi come oggi, siamo monitorate quasi fino allo sfinimento, pure di più dalla “scadenza in poi”. Noi sappiamo come il pupo è posizionato, quanto liquido amniotico abbiamo ancora, il flusso e battito sanguigno del pupo, la pressione nostra… e poi ci sono dei protocolli, non so se nazionali o europei, che stabiliscono che, arrivati a una certa, per sicurezza di madre e figlio, il parto DEVE avvenire. Basta attese, che i giochi abbiano inizio.
      Non entro nel merito se sia giusto o meno, per mia esperienza, però, sfociare in 3 settimane di ritardo rispetto alla presunta data del parto, è da pazzi. Magari non per il corpo, ma per la psiche sì.
      Almeno la mia.

      • Che poi stavo pensando e mi si é accesa una lampadina .. ricollegando questo post .. con uno precedente sui FISIOTERAPISTI”… che invece hanno finito IN ANTICIPO … anche li … sara’ minga un caso ?

        Ora non sono un esperto di fisioterapia etc.. ma immagino che una donna che di professione faccia la fisioterapista .. probabilmente sia anche piu’ tonica muscolarmente, e faccia una vita leggermente piu’ movimentata rispetto ad una donna che invece sta in ufficio seduta alla scrivania per buona parte della giornata.. ad esempio.

        Gia’ una “insegnante” almeno parte delle ore le passa in piedi .. magari alla lavagna o a spiegare… e’ gia’ qualcosa, rispetto a scrivania e computer.

        Tu che professione svolgi… se posso chiedere ?

  5. Ecco lo sapevo!!! Mi fai partire senza sapere come va a finire la storia!
    ma secondo te che vacanze potrò mai passare cfon questa continua preoccupazione…
    Sperando di averti strappato un mezzo sorriso ti sono vicino e sono sicuro che tutto andrà per il meglio e poi ti troverai a sorridere rileggendo questi post con il tuo pupetto in braccio.

    P.S.: si sta vendicando di tutti i post che gli hai scritto negli ultimi nove mesi!

  6. Scusa, ma perché, tu sai di qualche bambino che è rimasto nella pancia finché non era già in grado di radersi da solo? No, perché una volta, quando non c’erano le ecografie, una aspettava, aspettava e poi POP, il cucciolo saltava fuori. Questo, ovviamente, nel quadro di una gravidanza tranquilla e normale…Non entro nel merito dei progressi medici. Indurre un travaglio è una scelta che dipende da tante cose, ma non certo dall’incapacità di partorire. Insomma, non portela neppure questa domanda 🙂
    Se alla fine dovessero stimolare il topolino a uscire dal buco, sarà comunque il risultato di una decisione che valuterà i pro e i contro, mica una scelta obbligata.

    Quando ero incinta, di fronte a tutti i miei dubbi e alle mie paure di non essere all’altezza, c’era un pensiero che mi tranquillizzava: “per fortuna il mio corpo sa da solo cosa deve fare”.

  7. pera, basta con la seghina mentale, ok? Alla fine nascerà, e l’unica cosa che conta è che poi tu e lui stiate bene. Basta. Non sto sottovalutando i tuoi pensieri. Ho solo del pragmatismo da medico. E da una che ha fatto induzione, ossitocina, peridurale, dilatazione completa, cesareo. E chi se ne fotte!

  8. carissima…ho l’utero retroverso..non resto incinta manco con il napalm iniettato direttamente lì…il travaglio parte se stimolato e per dilatarmi ho dovuto fare l’epidurale…

    bè..

    tranquilla…

    siamo mamme super lo stesso!!

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