Storia di una pipì

L’ho fatto perché sulla confezione c’era scritto che scadeva a dicembre 2012. E se un affare come quello ti dice che scade da lì a massimo 40 giorni, di certo poi non lo usi più.

L’ho fatto a cuor leggero. Che tanto, vuoi mettere, mica mi riguardava per davvero.

L’ho fatto e intanto ho pensato che non lo farò mai più nella vita. E non mi è dispiaciuto.

L’ho fatto e intanto ho pensato a l’ultima volta che l’avevo fatto, e quanto avesse trasformato la mia vita.

L’ho fatto e ho ripensato a entrambe le volte in cui, dopo averlo fatto, la mia vita si è stravolta.
E nell’attesa del risultato la goliardia ha lasciato posto a un filino di sudore freddo.

E perfino a un cicciolo di panico.

E poi a un senso di disagio sempre più ampio.

 

Ma poi i due minuti sono passati e il test di gravidanza avanzato nel mio cassetto dall’ottobre dello scorso anno ha decretato che non ci sono altri bimbi annidati nel mio corpo.

Quindi ho buttato via tutto, ho ripreso in braccio il Piccione e ho continuato a cullarlo in giro per la casa.

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5 pensieri su “Storia di una pipì

  1. l’unica volta che ero stratranquilla perchè avevo fatto un test due settimane prima che era negativo è arrivata la Ranocchia…. E dire che mi ero convinta di non farne più perchè tanto erano sempre negativi O_o
    Maledetto Murphy!

  2. O al telefono mi dici le bugie, o devo pensare che nel giro di una manciata di giorni è cambiato qualcosa.

    Quoto la due e gioisco per te (per il cambiamento) e con te (per il risultato)!

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