Andando fuori tema

Ti piace l’acqua. Il momento del bagnetto è il tuo quarto d’ora per sgambettare come un dannato, che a spinte e onde praticamente svuoti la vasca e allaghi il pavimento,

Sorridi molto, ma mica a tutti, anzi. E ridi poco, che sei un tipo serio e trattenuto, anche se non resisti alle pernacchie sul pancino.

Forse stai iniziando a comprendere che il sonno non ti è memico, ma sarà un percorso ancora lungo.

Stare in piedi ti entusiasma. Le nostre mani, per te, sono una leva per issarsi e scrutare il mondo da altitudini da capogiro,

La frutta ti fa schifo. O forse è il cucchiaino. O forse è solo il fatto che sei diffidente di natura, e quello che ti aspetta è un grande cambiamento. Ma non mi preoccupo perché lo sento che sei una buona forchetta, e quando sarai pronto avvieremo lo svezzamento e sarà goloso nella maniera giusta.

Il tuo primo dentino è spuntato venerdì. Ad accorgersene è stato il mio seno destro.

 

Cerco d’immortalare i tuoi progressi, ma dentro la mia testa è un continuo divagare di note musicali e pensieri disarticolati.

Provo a scrivere, ma prevale il cuore soffice, gli occhi umidi.

 

E la musica.

 

Perché c’è stato un tempo, cheddiamine, c’è stata una vita, in cui non avevo figli ma comunque ai figli ci pensavo.

E m’interrogavo su di loro.

Ne avrei avuti? E se sì, quanti? E sarebbero stati maschi o femmine? E come sarabbero stati fisicamente? E caratterialmente? e come sarei stata io con loro e nel mio nuovo ruolo? Cosa avrebbe significato sentirli muovere nella pancia e farli uscire dal mio corpo? E sarei stata in grado di conciliare tutto?

E ora ho le risposte.

O meglio, ne ho qualcuna e pure in continua evoluzione, ma nel mondo ci sono due persone (due persone, porcavacca, persone! ti rendi conto?!?) che potrei riconoscere solo dall’odore. Che hanno occhi identici, ma solo fra loro. Che mi hanno regalato un’infinità di nuovi metodi per emozionarmi.

 

La musica… la senti la musica? Mi distrae, non riesco a concentrarmi, mi manda continuamente fuori tema.

 

La cantavo nella mia testa durante il travaglio. Sono passati 6 mesi.

Sei mesi oggi.

La cantavo perché parlava di una notte magica. E quella notte stava arrivando il mio secondo figlio.

La cantavo nell’attesa.

La cantavo perché mi tranquillizzava.

La cantavo perché visualizzavo quel pomeriggio in cui io e il Fonto l’avevamo ballata, stretti stretti per quanto la Piccetta nella pancia ce lo permettesse.
Transizione.

 

Ascoltala Bimbo Mio, che oggi raggiungi un signor traguardo. Ascoltala di nuovo anche tu, Piccetta.

Questa è una delle canzoni della nostra famiglia.

O meglio, questa è una delle canzoni che hanno contribuito al processo di costruzione della nostra famiglia.

Vieni Fonto, vieni a ballarla ancora con me.

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11 pensieri su “Andando fuori tema

  1. Wow… Mi sono emozionata leggendo le tue parole. Grazie per la condivisione di questi momenti, di questi ricordi. È bello.
    Un bacio ai bimbi, e buon proseguimento su questa bellissima strada!

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