la stessa pasta

Sei fatta della stessa pasta di sempre. Quando me lo sono scordata? Quando mi sono distratta e ti ho creduta evoluta a spavalda e disinvolta, ironica e onirica? E invece no, sei ancora quella di sempre, sei anche quella di sempre. Quella che alla sua prima volta al cinema, un cinema di paese, per giunta, senza maxischermo e dolby sorround che scuote le budella, ti viene la tremarella, e la voglia di piangere quando si abbassano le luci, con la mano sudaticcia che si ostina a stringere la mia.

Sei quella che nuota con la scioltezza di chi ha ritrovato il suo elemento primordiale, ma solo nel corso individuale tu-e-la-tua-amica-del-cuore, perché spostata nel collettivo, ché a voler simulare le giornate al mare non possimao certo avere la presunzione d’incappare in una spiaggia tutta per noi (come avrai intuito, niente Dubai manco quest’anno), entri nel panico e passi tutta la lezione a mescolare lacrime con acqua mista cloro.

E ti guardo, con quella zazzera corta piena di mollettine, perché lo so che sei pentita di aver tagliato i capelli così corti, ma sei troppo orgogliosa per ammetterlo, e troppo pratica perché “Tanto non è che se lo dico tornano lunghi!”, e mi tornano in mente tutti gli anni di pianti all’ingresso del nido prima, della materna poi. Pianti risolti pochi mesi fa.

Solo pochi mesi fa.

Penso a 4/5 della tua vita passati a piangere ogni mattina. Caffé, cornetto e pianto disperato.

Alla tua difficoltà nell’adattarti al nuovo, di qualunque nuovo si trattasse.

Nel tuo sentirti insicura.

Controllata e riservata.

Al mio senso di colpa.

All’amarezza del Fonto che dice “forse le vogliamo troppo bene!” e io che penso che nel bene non esiste un “troppo”, ma poi non è nemmeno vero, lo sappiamo tutti, e capisco cosa intende e rincaro i sensi di colpa, che in te mi riconosco, e tu ti riconosci in me, che siamo fatte della stessa pasta, sangue del sangue, pelle della pelle, insicurezze d’insicurezze tatuate nell’anima. Ma ci ironiazziamo sopra, così forse passa via, almeno agli occhi degli altri.

e poi si affaccia lo spettro di settembre, e della prima elementare che è lì che ci aspetta, della tua smodata voglia di andarci che mi ha rassicurata per tutto questo tempo…

 

Ma adesso mi sono ricordata che sei fatta della stessa pasta di sempre.

 

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8 pensieri su “la stessa pasta

  1. ora, non so se ti può consolare (ma so per certo che me la sto chiamando): Diego ha pianto fino al gennaio dell’ultimo anno di materna. Tutte le mattine, almeno gli occhi lucidi. E di fronte a qualsiasi novità reagiva con un “no” se aveva possibilità di scelta, o con un pianto se la scelta non l’aveva… Invece la scuola elementare l’ha affrontata con la disinvoltura con cui Indiana Jones si tuffa in un pozzo di serpenti. Non una piega. Confido che le nostre due bimbe faranno lo stesso (ma ecco, l’ho detto, quindi la pagherò cara).

  2. “pelle della pelle, insicurezze d’insicurezze tatuate nell’anima. Ma ci ironiazziamo sopra, così forse passa via, almeno agli occhi degli altri..”

    mi son fermata qui…appena riesco ad andare avanti torno, giuro.
    che non riesco a dire nulla.
    che ho paura anche io di trasmettergliela tutta quella mia insicurezza, non di dargli le armi che gli serviranno per vivere senza fatica.

    uff Pera….non volevo piangere oggi!!!!!

  3. Sì andra tutto bene, e tu le sarai vicina e vigilerai che l’amore potrà anche essere troppo a volte,
    ma quando è tanto ed è l’amore di mamma aiuta ad affrontare tutto

    ti capisco eh…pensa che a volte mi faccio le seghe mentali per la prima elementare pure io che Samu è ancora al nido….noi che siamo stati bimbi timidi ci carichiamo di mille paranoie pensando ai nostri bimbi.

    tu pensa a questo: tutti i bimbi timidi ed insicuri ce l’hanno fatta
    Lei è un mito e ce la farà meglio di altri
    tu non saprai smettere di preoccuparti finchè non vedrai con i tuoi occhi e questo è umano ma lei ce la farà

  4. le elementari non sono come la materna. Noi s’è pianto 3 anni, alla materna, e alle elementari tocca fare la strada di corsa dietro a una BambinaGrande impaziente di entrare.
    E’ un’altra vita!!!!!

  5. pera dai,non siete fatte proprio della stessa pasta…lei ha molto più gusto di te in fatto di scarpe!;)))
    mi spiace che sia andata così ma sono sicura che la prossima volta andrà meglio!apprèst!

  6. Su su Pera.
    Sul serio, non macerarti.
    Ogni bimbo ha i suoi modi e i suoi tempi, ma non ha senso sentirsi in colpa.
    tua figlia è eccezionale sotto millemila punti di vista, MENOMALE che ha anche qualche debolezza 🙂

    Facciamo così: a settembre ci troviamo in una pasticceria e affoghiamo il primo giorno di prima elementare in un monte di paste alla crema. ci stai??? 🙂

    bacio.

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