La dinamica è sempre la stessa, lo sai. Il primo anno di nido è equivalente a una lunga vacanza al sanatorio. Lo sai. Però quando ti ritrovi a mezzanotte al pronto soccorso pediatrico di zona, con un Piccione con quasi 41 di febbre fra le braccia, a guardare bambini di tutte le età con problemi analoghi ai suoi, se non peggiori -e alcuni di diverse lunghezze- ti estranei da tutto e ti chiedi perché hai voluto riprodurti. Perché quel tempo non l’hai investito in una vacanza lunga e bella, in un’auto nuova, in un guardaroba da urlo o una totale depilazione definitiva.

Ti chiedi come farai a sostenere la pressione di due figli, un lavoro senza garanzie o protezioni, aiuti pari a zero e foschi pensieri di contorno. ti chiedi questo, più molto altro, ma poi arriva il vostro turno di visita, prescrivono l’antibiotico e vi rimandano a casa. E si affronta passo passo, minuto per minuto, fra sconforto, preoccupazione a manetta e sollievo quando, finalmente, il tuo Piccione di 9 chili e mezzo, torna per un attimo a sorriderti.

E tanto basta.

3 pensieri su “

  1. Anni fa, giovincella, parlavo con una donna madre di due figli, e le dicevo che non avevo nessuna intenzione di riprodurmi: a un grande amore corrispondono grandi paure e grandi ansie. E lei, saggiamente: “Ma tu rinunceresti a una cosa così bella per paura della paura?”
    E io, ancora più saggiamente: “Sì!”
    Poi devo essere impazzita

  2. oh, bella, volevo scrivere altro in questo commento, ma visto il post, chissene frega se non hai ancora visto le mie mail o non risposto al mio sms anomalo, che son tornata alla preistoria, ma ora sono di nuovo reperibile (telefono ed sms).
    insomma.
    solidarietà, sorella.

    se ti può consolare il centro antiveleni non mi ha richiamata, quindi ne deduco che la dose massiccia di tachipirina che ho dato a mio figlio non era sul serio tossica, e non è stata una cosa così grave come avevo pensato. e insomma, niente, io mi son evitata il giretto in pronto soccorso/ospedale/centro rianimazione/centro antiveleni.

    ti penso.

    oggi e domani sono a casa da sola: se vuoi e ti serve chiama (che tanto, poi, alla fine sei sempre tu che tiri su il morale a me, e non il contrario!).

    la prossima settimana son fuochi d’artificio e festeggiamenti anche qua: domani l’uomo, oltre ai mobili mi porta giù mamma e papà, e per il ponte prevediamo un viaggetto su.

    ti penso
    ti lovvo
    ti abbraccio

    fra

  3. A mezzanotte, a mezzogiorno e pure a metà mattina. Ho fatto le corse al pronto soccorso a tutte le ore… con il cuore in gola, con Elfo che rantolava per il broncospasmo…
    E pure io, lo sai, mi sono duplicata. Mamme bis… ci chiamano… mamme sante subito dovrebbero chiamarci, perchè quando sono due, si scambiano i giochi ma pure tutte le malattie!!!!
    E oggi per esempio sono devastata dalla stanchezza, dal pianto della piccola, che da brava femmina urla sempre, e domani ci tocca il matrimonio….. tutti in ghingheri pronti per le nove…. non ci voglio nemmeno pensare. Baciotti al piccione….

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