Di germi, batteri, bacilli e compagnia cantante

state tranquilli, voi la fuori NON vi ammalerete.

Perché i germi li ha tutti mio figlio.E non mi sembra che sia un tipo generoso disposto a lasciarli andare. Invero, è un collezionista, lui.

Che è malato per -credo- la dodicesima settimana quasi consecutiva. La pediatra, che non sa più che pesci pigliare, ci ha preparato l’impegnativa per portarlo con urgenza da un allergologo. Già, peccato che abbia sbagliato il suo nome e quindi l’urgenza viene posticipata ad almeno 48 ore.

Qua sembra che tutto ci remi contro (seguono parolacce a tua scelta, che io le mie, ormai, le ho fatte fuori tutte).

Che ho paura.

Che ho abbandonato la razionalità nel parcheggio del pronto soccorso settimana scorsa.

Che penso a cose orribili e ho sempre sonno, perché è lì che vorrei rifugiarmi per non pensare più ed estraniarmi da tutto.

E a te come va? Dai, raccontami qualcosa, ho bisogno di distrarmi.

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6 pensieri su “Di germi, batteri, bacilli e compagnia cantante

  1. No, no paura. È un topino piccolo e cagacazzi e basta. Ne conosco un altro, che ci ha fatto finire in oncoematologia a farsi fare gli esami. Poi cresce, e migliora. Coraggio.

  2. Non preoccuparti, i secondi sono sempre malati il primo anno… Tieni duro, passerà. Io incrocio le dita con te affinché passi presto.
    Isa

  3. dai, ti racconto io una cosa divertente:

    il rospo alfa ci abbandona 4 notti su 7.
    a scuola mi hanno detto che mio figlio in questo momento DEVE sentirsi amato.
    e che DEVO nientepopodimenoche SORPRENDERLO.

    e allora ce la metto tutta, ma mia ingegnosità. che a dirla tutta è un po’ pochina.

    i momenti più bruttini e pesanti sono l’arrivo a scuola e la sera.

    allora che ti fò?

    la mattina lo porto a scuola e ce lo lascio. punto.

    la sera mi ingegno in preparazioni più o meno fantasiose di biscotti, pizzette e focaccine (il segreto, visto che la bambina di plastilina ci lascia poco spazio, è comprare le confezioni di impasti già pronti, tipo “pasta per pizza” “pasta frolla” “pasta sfoglia” “pasta per focaccia”; lo sforzo più grosso è dover decidere se scegliere quella rettangolare o quella tonda).

    e in divertenti, esilaranti pigiama party. a dirla tutta mi divertirebbero di più se potessi accompagnarli con un filmone, una birra, una canna e tanto sesso, ma ci sta che mi tocca attaccare figurine della peppa pig e sperare che la piccola iena no si svegli sentendo i nostri gridolini di gioia quando troviamo una figurina sbrilluccicosa.

    e ieri sera “dai, facciamo che questa sera il pigiama party lo organizziamo sul letto a castello, così la bambina di plastilina dorme nel suo lettino, io dormo sotto come george e tu dormi su…. come la peppa pig??? (ma soprattutto, io dormo senza essere presa a calci?)”

    fico no?

    sono G E N I A L E ? ? ?

    ho passato il pomeriggio a fare e disfare letti. e fare il letto alto del letto a castello è davvero davvero una gran rottura di coglioni.

    e la sera, buttiamo la bambina di plastilina nel suo lettino, il bambino di pongo lo catapulto sul letto su, e io mi godo la solitudine del letto giù.

    e poi la bambina di plastilina decide che non s’ha da dormì oltre.

    e comincia a piangere e strillare e non ne vuole sapere e strilla tanto che butta giù le pareti.
    e allora il bambino di pongo mi va in ansia, alternata a panico.
    e allora io sgrido tutti e strillo cercando di riportare l’ordine. chè, qualche volta, una sgridata al volo così ha pure funzionato.
    ma poi ho strillato tanto che ho avuto paura che i padroni di casa chiamassero i centri sociali.

    allora ho ceduto, e ho preso la bambina di plastilina. che però non voleva che stessi stesa.

    e allora niente.
    eccoci là, sedute in mezzo al letto, a guardarci intorno, nella penombra.
    ma poi si lascia andare, ci stendiamo e si mette a dormire.

    è mezzanotte e mezza.

    all’1:30 decido che la mia vescica è troppo piena.

    come un ninja, mi muovo silenziosa e furtiva nella notte. non faccio il minimo rumore.

    e niente,
    torno in camera e loro sono più svegli di me.

    “mamma”
    “e?”
    “ti voglio bene tanto nnnnnì!”
    “anche io bambino di pongo”

    intanto la bambina di plastilina, seduta sul letto, mi accoglie esultando e sbracciandosi.

    all’1:36 abbiamo vinto tutti un biglietto di sola andata per il lettone.

    perché per i miei figli, evidentemente, il co-sleeping non è un’opinione.
    e io, ormai mamma single part-time, ho bisogno di dormire.

    che poi la bambina di plastilina abbia continuato a raccontarsela e schiaffeggiare felice un fratello totalmente inerme e dormiente fino alle 2:30, beh, quello è tutto un dire.

    e allora questa mattina ho scritto la letterina:

    caro Babbo Natale,

    quest’anno una sola richiesta:
    un fucile a dardi soporiferi.
    grazie
    ti lovvo abbestia.
    tua affezionata
    rospa in ciospa

    e niente.
    avevi chiesto che ti si raccontasse qualcosa.

    e io, che ti ho già sentita e so tutta la tua storia e tu sai che non so che dire, ecco, non so cos’altro fare se non allietarti con questa lieta novella.

    sai quanto ti voglio bene sorella.

    e ricorda sempre che quando ti sogno sei una figa pazzesca e odori di buono.

  4. e quindi? Facci sapere, eh
    Io non ho cose particolarmente divertenti da raccontarti. Considera che l’intercalare preferito di mia figlia in questo periodo è “ti odio!”, puoi immaginare
    Però hai tutta la mia solidarietà di mamma superansiosa 🙂

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