Cose che non sai di me ma adesso te le racconto così poi dormi tranquillo

Una volta, in germania, ho ordinato in un ristorante da un menù tedesco qualcosa che non ero riuscita a tradurre, che io quella lingua lì purtroppo non la conosco. Ancora oggi non so cosa fosse, ma posso garantirti che faceva davvero schifo.

Quando ero giovane ho lavorato per un paio d’anni almeno a tutti i concerti del forum di assago. Sono piena di aneddoti al riguardo, ma almeno per ora me li tengo per me. Tranne uno. Il concerto degli skunk anansie. Perché devi sapere che durante un intervallo delle prove, quando il gruppo era sceso nel parterre, mi ero avvicinata a skin con la mia bella faccia di tolla, per dirle che era fichissima, magnetica, potente e blablabla e insomma, per farla breve, ho quasi cercato di abbordarla. Salvo che lei mi ha lanciato un occhiata un po’ schifata perplessa e mi ha liquidato con un “ok. Bye!” Fine delle mie esperienze omosessuali.

Qui da queste parti abbiamo ancora l’albero di natale da smontare. Siamo solo pigri, non nostalgici.

Qualche tempo fa sono incappata in internet nella foto di un tipo che ho frequentato più di 15 anni fa. Era uno stronzo che ancora oggi ce l’ho qua (vedi tu a che altezza del corpo collocarlo), ma bisogna dargli atto che aveva un bel visetto. Qui la parola chiave è “aveva”, perché a giudicare da quella foto lì, il passare del tempo su di lui è stato particolarmente inclemente. Sì, ci godo come un riccio e no, non ho alcuna intenzione di fermarmi a riflettere su come si sia comportato il tempo con me.

Mentre parlavo con mia figlia ho avuto la sensazione di avere un atteggiamento simile a quello che mio padre aveva con me. Sono ancora sotto shock.

La mia migliore amica (che è la vecchietta/nonnetta più vicina agli 80 che i 70  che ogni sacrosanto pomeriggio che dio ha messo in terra mi resta attaccata addosso come una piattola con me per permettere alla sua nipotina di giocare con mia figlia) mi ha fatto un tardivo regalo di natale. Una spazzola raccogli-briciole. Ho deciso di non farmi alcuna domanda.

Sono mesi che non leggo un libro. Mesi. Che ti devo dire, non ne ho voglia.

A marzo vado tre giorni a londra con le amiche (non ottantenni). La settimana successiva il Fonto andrà ad amsterdam con gli amici. Questa prospettiva che ognuno coccoli un po’ se stesso in quanto persona e non “membro di famiglia” mi piace un sacco e ce la meritiamo.

Il mio bambino distribuisce bacetti a tutti, fuorché a noi (io, fonto, sorella). Capito lo stronzo?

No, dai, in verità non è vero, perché a me bacia la pancia. Appena mi vede sdraiata mi assale, mi solleva la maglia e attacca con grossi baci umidi (che lo so che non ha senso ma mi piace pensare che si ricordi che quella è stata la sua prima casa, come se ancestralmente ne fosse ancora legato).

Talvolta anche le pernacchie.

E i morsi.

Almeno una dozzina d’anni fa, quando avevo iniziato a lavorare nel mio settore ma non abbastanza per pagarmi affitto e vita, ero approdata in una fabbrica che produceva dolci. Ho passato settimane, 8 ore al giorno, a mettere le ciliegine sulle torte che mi scorrevano di fronte su un rullo trasportatore. La sensazione di essere io sul rullo e la torta ferma mi assaliva più o meno dopo una 20ina di minuti. Sono sempre riuscita a non vomitare, ma in quel periodo avevo smesso di mangiare, solo l’odore della crema pasticcera mi mandava a male e ho maturato un profondo rispetto per la classe operaia, che finché non lo provi non puoi conoscere il reale significato delle parole “fatica” e “alienazione”.

L’ultima volta che ho visto mia nonna, il Natale appena trascorso, ho avuto la netta sensazione che il suo tempo stia per concludersi. Vuoi sapere la verità? Sono felice per lei.

Ultimamente la mia panettiera, che è bassetta e morbida e materna e profumosa proprio come ti aspetti sia una panettiera, ogni volta che mi vede -circa una volta al giorno, quindi- attacca con “ma sei troppo dimagrita, ma guarda che faccino tirato, ma non va bene, ma mangi? Ma piccola mia, tu hai bisogno di energie…” e trak! che mi regala brioches, pizzette, focaccine e biscottini. Insomma, una ci prova a tornare a una forma decente, ma poi la boicottano a colpi di delizie e quando il nemico ha armi così sofisticate non si può che soccombere.

Qualche giorno fa, pensando potesse essere divertente da replicare assieme che a noi piace un sacco ballare, ho messo sul tubo il video integrale di thriller. Che vuoi che ti dica, io mi ricordavo solo gli zombie che ballonzolano in giro, avevo totalmente rimosso la trasformazione di Michael Jackson. Mia figlia è esplosa in un pianto disperato, s’è spaventata abbestia e per giorni ha piagnucolato al momento della messa a nanna. Puntualmente, a metà notte, s’intrufolava nel nostro lettone e proseguiva in un sonno placido e invasivo. Chiaramente sono candidata anche quest’anno al titolo di “miglior madre dell’anno”.

Applausi

8 pensieri su “Cose che non sai di me ma adesso te le racconto così poi dormi tranquillo

  1. Mi sento molto vicina alla tua bimba: io ho 38 anni ed è da quando ho visto la prima volta il video di MJ, che ogni volta che vado in bagno guardo con sospetto il water e mi accerto che non vi sia dentro uno “zombo”. Non ho ancora metabolizzato lo spavento.

  2. Se non hai voglia di un libro, vuol dire che non è il momento. Quando accadrà di nuovo, ne divorerai chili bulimicamente. La lettura è così. Anche a me capita di vedermi fare le cose che faceva mio padre con me, e mi vengono i capelli bianchi.
    Io andrei ad amsterdam a farmi un weekend di canne, con le amiche. Il fonto la sa più lunga. 🙂

  3. …ecco perchè questa notte non riuscivo a dormire tranquilla!!! Grazie di aver scritto !!!

    Una richiesta: indirizzo della panettiera generosa..grazie!!!
    …però se mi vede non pensa che sono proprio così patita…mi sa che, a me, il dolcetto non lo regala….

    Troppo divertente!! Grazie
    Impe

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