Molto peace and love

ok, allora, diciamo che sono un pelo psicopatica. Che per lo più sono placida come un bovino al pascolo. Che raramente, a meno che tu non sia il fonto mio pungiball personale contro cui sfogare tutte le mie frustrazioni, me la prendo per qualcosa o con qualcuno. Noi qui viviamo nella filosofia del vivi e lascia vivere, del “ehvvabbèdaipazienza”, del “viva là e po’ bon!”, che è anche un bel vivere, che almeno non siamo soggetti a grosse gastriti.

Però qualche volta gira diverso. E magari una stronzata che il giorno prima mi è scivolata via una meraviglia, il giorno dopo mi fa partire un embolo. E insomma ieri, per arrivare al punto cardine del post, la tipa che conosco da più o meno 6 anni e che attualmente sta dando -anche molto bene, diamogliene atto- a casa nostra lezioni d’inglese a mia figlia, che non è una brutta persona ma per la mia indole è decisamente pesante per il suo modo assillante di porsi, e con una predisposizione naturale a ripetere all’infinito le stesse cose, mi ha ripetuto per la millantatarantesima volta che faccio preferenze fra i miei figli. Che con Piccetta non ero come sono con Piccione. Che lui è viziato. Perché-è-maschio!

Ora, ok, calma.

io sono permalosa. su questo non ci piove. Poi parliamone, non è proprio un argomento facile, ne converrai. Ma a me ieri è girata che l’ho assalita. Che le ho testualmente detto che prima di aprire bocca su un argomento del genere gradirei che cagasse due figli (che lei figli non ne ha, così, per inciso) e li crescesse senza aiuti, con un lavoro, una casa, mille impegni. Poi, forse, allora, forse, potrà permettersi di esprimere un parere. Non un giudizio, un parere, e anche piccolo che è meglio.

La conversazione si è chiusa lì, con lei che balbettava delle scuse e io che grugnivo con gli occhi di fuori. Perché sai una cosa? Io come madre farò schifo a mille, traboccherò di mancanze e un giorno i miei pargoli me le rinfacceranno tutte, ma preferenze proprio no, ma zero, per un cazzo. Direi che è questo che mi ha ferita mandata fuori di testa. Posso darle atto che con Piccetta non ero così come sono col Piccione, ma Piccetta NON ERA il Piccione. Che quando Piccetta aveva un’anno e mezzo, oltre a essere la santa che è ancora, era l’unica indiscussa protagonista delle mie/nostre vite e che tutto ruotava attorno a lei. Ora sono in due. E’ un’equazione semplice e complicatissima al contempo.

E poi evitiamo sta stronzata del “maschio!”, che per me potrebbe pure avere una cornamusa fra le gambe e non mi cambierebbe nulla. Lui è un essere umano con le sue mille sfaccettature come qualunque altro essere umano. Nello specifico è permaloso, è irascibile, è affettuoso, è fuori casa tutto il giorno e accumula un monte di stanchezza, è stato improvvisamente privato di un milione di cibi che gli piacevano e ha un anno e mezzo e non capisce perché, e se vuole un mio abbraccio io l’abbraccio glielo offro. Se posso, finché posso, io li prenderò in braccio e cercherò di rassicurarli nelle loro paure, o contenerli nelle loro irruenze.

E tu non sei nessuno.

E non sai.

E quindi, per cortesia, vattene affanculo.

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31 pensieri su “Molto peace and love

  1. Insomma, una “critica” o un parere lo si può accettare – male – da chi ci conosce bene bene bene ma proprio bene….ma da una persona che gravita a spot nella propria vita un sentito ‘ fatti li ca**i tua’ non glielo leva nessuno.

  2. Senti, io non ho figli e non insegno inglese, quindi mi ritengo equidistante :-P. Però, perdonami, forse un osservatore esterno come quella persona andrebbe ascoltato oltre che dannato. Magari un briciolo di fondatezza c’è: perché non approfittarne per riesaminare le cose senza tanta furia? Io ricordo un tuo post così sprezzante e follemente pieno di rabbia e, perdonami, peggio, verso la tua piccola, quando il secondo era appena nato, da avermi lasciata senza fiato. All’epoca non dissi niente, ma ho visto così tanti genitori non rendersi conto di quanto il loro comportamento verso i figli fosse difforme, da farmi pensare che sia veramente difficile esserne sempre pienamente consapevoli. I figli però lo sono. Sempre, anche se non sanno come esprimerlo e magari lo fanno nei modi e nei tempi più impensati e incomprensibili.
    Sicuro, per dire, che anche lei non meriti e non abbia bisogno di abbracci o equivalenti almeno quanto lui?

    • Guarda, ti ho riletta più di una volta, e sono pure andata a cercare il post sprezzante e pieno di rabbia nei confronti di mia figlia, perché di base non mi ci ritrovo proprio.
      Io non ho mai provato rabbia nei confronti di mia figlia, ne prima ne dopo la nascita del bambino. Nei confronti di Piccione ne ho provata una cifra, per mesi, e ancora oggi a tratti, ma nei confronti di Irene ho provato solo un mare di senso di colpa.
      E poi ho momenti in cui sono insofferente nei confronti di entrambi, e vorrei solo un attimo di tregua, ma non è colpa loro, non è colpa di nessuno, nemmeno mia. Quindi si fa un bel respiro e si va avanti.

      E sui comportamenti difformi dei genitori, anche qui, andrebbe studiato ogni singolo caso. Che se hai due ragazzini di età pressapoco simile e a uno concedi tutto e all’altro un cacchio, allora sì, ok, c’è un problema di fondo, ma se ne hai due di età profondamente diverse, avrai per forza di cose atteggiamenti diversi, e dato che il tempo non è una variabile, è probabile che ne sottrarrai al più autonomo per evitare che il più piccolo si ammazzi.
      Questo è il mio caso.

      Però non capisco per quale motivo ti sei fatta l’idea che mia figlia viva senza un abbraccio o sia stata soppiantata dal piccoletto. Qui siamo in 4, e ci piace essere in 4, e facciamo del nostro meglio per matenere l’equilibrio, anche con tutto lo stress, la stanchezza e la vita in generale che ci mette del suo

      • Mah.

        Io ho solo una curiosità e una cosa da dire:

        La curiosità: VOGLIO SAPERE qual è il post incriminato, quello carico di rabbia nei confronti della piccetta.

        Una cosa da dire: e guarda caso, e secondo me non a caso, la critica arriva di nuovo da una che non ha non dico 2 figli, ma manco uno……

        Ecco. Insomma. Facile criticare quando non si conosce il mestiere. Facile fraintendere un post “asettico”, letto magari sotto “l’effetto sbagliato” di chissà quale stato emotivo.

        Credo comunque che tu, pera, sia una madre e una donna con due palle così, che non dovrebbe nemmeno prendere in considerazione critiche del genere, soprattutto da persone che non hanno la più pallida idea di cosa voglia lontanamente dire essere madre. Sono critiche indegne della tua attenzione, a cui non dovresti nemmeno dare di conto.

        Leggessero bene tutto il tuo blog, per capire quanto “schifosamente” ami tua figlia.

        E se lo dico io, che ti conosco e son madre di due figli, così diversi tra loro per età, necessità, e “fisicità” (che uno c’ha fatto un patto con gli anticorpi, quell’altra li ha banditi, gli anticorpi!), stai tranquilla.

        E ho come l’impressione che sarebbero pochissime le mamme a non pensarla come me (sai com’è…… son certa che di mamme malate ne esistano sparse per il mondo, di quelle di cui si parlava oggi, tanto per capirci!)

        Ti lovvo a bestia! E speriamo che chi ti ha mosso critiche del genere un domani si faccia un paio di figli, così magari si renderà conto della cagata mostruosa che ha detto.

        (…… o gli concediamo il beneficio del dubbio e speriamo che non ne facciano nemmeno uno, che chissà poi come li trattano???)

  3. Anzi, e ti dirò di più:

    Trovo meraviglioso il fatto che tu abbia tranquillamente ammesso di aver provato rabbia nei confronti del piccione, perchè quando hai dei figli

    ci sta l’amore e ci sta la rabbia
    ci sta che un giorno li ami con tutta te stessa e il giorno dopo vorresti non averli mai fatti
    ci sta che un giorno lo passi con loro a far pizzette e spaccarti la schiena per giocarci insieme nella tenda della ikea e che il giorno dopo vorresti teletrasportarti su una spiaggia caraibica deserta unta di olio al cocco a sorseggiare margaridas, unico rumore quello del mare
    ci sta che un giorno sono tutta la tua vita e il giorno dopo ti senti come se della tua vita avessero fatto carta igienica
    ci sta che nonostante la montessori, i maschi son maschi e le femmine son femmine e la maggior parte dei primi ragionerà col pisello, la maggior parte delle seconde (ma in modo passivo anche dei primi, ahimè!) sarà vittima indiscussa delle fasi lunari e del ciclo mestruale

    ci sta che più ci penso e più rileggo il commento con quella cagata mostruosa là, e mi vien da sorridere, pensando a quanto sia per fortuna normale trattare diversamente i propri figli.
    trattare diversamente i propri figli ci sta tutto, perché vuol dire aver coscienza del fatto che non sono uno il clone dell’altro, ma che ognuno ha una propria individualità e peculiarità.

    chè, secondo me l’amore per i propri figli è come un gelato bigusto: che ne so… fragola e cioccolato. che uno è un frutto, l’altro una crema, che uno è rosa e l’altro marrone, che uno è delicato e l’altro dal gusto deciso, e presi singolarmente ti fanno impazzire, ma messi insieme…… ohssssì! messi insieme sono l’orgasmo delle papille gustative. che la fragola la lecchi per prima, perchè si scioglie più velocemente, la cioccolata te la gusti col cucchiaino, ma alla fine te li sei ciffati entrambi con la stessa estasi.
    ma questo solo una mamma lo sa. solo una mamma sa quanto diversi siano i propri figli, quanto unici possano essere e pertanto come tali vanno trattati.

    • Bella la metafora del gelato bigusto, ma io quei gusti lì non li mangerei mai. Posso cambiarli con “menta e cremino” o “liquirizia e nutella”?
      Che insieme non centrano una mazza, non saprei manco da quale iniziare ma poco importa perché mi ci tuffo comunque, l’importante è che ci sia il cono perché senza cono che cacchio di gelato è?
      sappi che è da leggere senza pensare a sottotesti metaforici. Non parlo dei miei figli, parlo di gelato. Tipo che adesso pensavo pure alla panna montata, ma più quella da bomboletta che quella di gelateria è troppo seria. Magari con una spruzzatina di cacao. La cannella se la possono tenere, grazie!

  4. Cara Pera,
    Non ti scrivo da mamma, ma da figlia (maggiore, di 6 anni). Ci sono stati momenti nella mia infanzia in cui l’attenzione dei miei genitori é stata spostata, per necessitá, verso mia sorella ed io, pur capendo e nonostante la cosa mi venisse spiegata in ogni salsa, ne ho un po’ sofferto comunque. Perché si, si é più autonomi ma si é sempre bambini. Immagino che il commento dell’insegnante di inglese possa essere derivato da un qualcosa del genere (o almeno, lo spero, perché lo “giustificherebbe” almeno in parte. altrimenti convengo che sia follia). Detto questo, non voglio un briciolo di meno di bene ai miei genitori. Il mestiere di mamma e papá é un mestiere durissimo e che rispetto molto, e penso che davvero si capisca dal blog quanto bene vuoi ai tuoi bambini e che mazzo tanto ti fai per loro. Le disparitá ci stanno tutte, come ha detto la rospa, perché si é persone diverse con esigenze e caratteri diversi. L’importante credo sia non appoggiarsi troppo al fatto che uno sia molto più autonomo dell’altro e addormentarsi sugli allori. Ma questo mi sembra proprio che tu non lo stia facendo, da quello che leggo nel blog. 🙂 Abbracci, Anna

    • Grazie del pensiero.
      Però posso dirti che non mi è mica chiaro che intendi con “ti parlo da figlia”. Siamo tutti figli, proprio tutti al mondo, quindi ognuno ha la propria esperienza. La tua, nello specifico, mi sembra quella di una bambina dolce e sensibile che si è ritrovata all’improvviso “spodestata del suo ruolo di figlia unica”. Del resto 6 anni di esclusiva sono tanti per accorgersi della differenza.
      Soffrire è naturale. E nella vita si soffre. E quello che fa soffrire me potrebbe passare inosservato a te. E soffrire è un processo personale che non puoi condividere o sbolognare a qualcun altro. L’unica cosa che puoi augurarti, è che chi ti ama se ne accorga e ti si accucci a fianco e ti prenda la mano, ti scosti i capelli dagli occhi e ti allunghi un fazzollo.
      Meglio se pulito.

      • Ciao Pera! Sulla sofferenza, sul fatto che sia una cosa diversa a seconda delle persone, che si possano e debbano avere reazioni e esigenze diverse, sul come affrontarla (e sulle condizioni del fazzoletto che speriamo ci venga porto) direi che siamo completamente d’accordo. Spero ti sia arrivato tutto ciò dal mio commento. Con il “parlo da figlia” mi riferivo al fatto che non avendo (ancora) figli non mi sarei appunto permessa di esprimere un giudizio su un ruolo (mamma) per il quale non ho competenza e esperienza. leggendo il tuo post mi sono interpellata sulla mia infanzia e mi sono detta, si, mi sono sentita trattata diversamente e un po’ ci sono rimasta male, come paradossalmente ma naturalmente é successo anche per mia sorella! Perœ poi mi é saltato fuori un altro pensiero…Ma sai che c’é? Non ho rancori di nessun tipo per i miei genitori. E quindi ho fatto un passo più in la dell’argomento del post forse, speravo con il mio commento di far arrivare il messaggio che quando un genitore fa tutto ciò che può per stare vicino ai propri figli (facendo differenze, non facendone, sbagliando, riprovando, dando tutto se stesso-ed a leggere il blog ti ci metto in questa di categoria, quelli che si fanno il mazzo e darebbero tutti per i figli-), come figlio non si può far altro che volergli bene.

  5. semplicemente… ma che azzo ne sa di cosa vuol dire crescere dei figli? Pera, ti consolerò poco ma… a me MI piaci una cifra… ecco.

    E ogni volta che una che non ha figli, si azzarda a commentare il mio modo di essere mamma, le auguro lei le arrivi un bimbo insonne ma insonne ma insonne ma insonne… No così… per dire…

  6. Ti capisco. Passo momenti a sentirmi in colpa con Ranocchia, momenti che diventano sempre più frequenti man mano che il tempo passa. Il punto è che non credo si possa parlare di “disparità” ma di “necessità” di noi mamme. Per un motivo o per l’altro ho dedicato poche attenzioni a Ranocchia tra gravidanza e ora post parto, non perchè mi sono dedicata completamente a pancia/Ranocchio ma perchè ero spossata io. In gravidanza non riuscivo a fare ciò che voleva lei, sedermi a terra sul tappeto, prenderla in braccio, fare la doccia insieme… Adesso fatico a gestirli entrambi da sola e anche se sono a casa non ho variato la sua routine di andare dalla nonna dopo l’asilo. Se posso (tipo in questi giorni son senza auto e non riesco) la vado a recuperare subito dopo il pisolino pomeridiano dalla nonna e cerco di stare con lei, mi rendo conto che spesso la sgrido e anche duramente in certi momenti come quello della cena ma è anche perchè lei sta entrando nella maledetta fase dei terrible 2, un capriccio continuo, urla, finti pianti, sputacchi durante la pappa, lavatrici e lavatrici e lavatrici.
    Inevitabilmente sto male anche se mi rendo conto che è tutto normale in questo periodo, sarebbe così anche se lavorassi, magari ecco… Ora che dormo poco sclero con più facilità…
    Sul fatto che i figli siano diversi e anche per questo subiscono magari un trattamento diverso ti quoto: Ranocchia era ed è l’indipendenza fatta bambina. La mettevi in culletta o la appoggiavi ovunque e passava le ore così, sveglia o dormiente. Ranocchio vivrebbe incollato a me, appena lo appoggio, nonostante stia dormendo pesantemente apre gli occhi e inizia a lamentarsi.
    Forse agli occhi degli altri sembra che io lo coccoli di più ma non è così; Ranocchia ha avuto una gravidanza tutta sua, mi sono coccolata, riposata, ho dedicato alla pancia il 200% delle attenzioni come le ho dedicate a lei fino a quando prenderla in braccio mentre ero incinta non ha iniziato a darmi problemi. Ranocchio tutta quest’attenzione non l’avrà mai, anche se lo tengo come un marsupiale 24 ore al giorno.
    Credo che per poter parlare di quest’argomento sia necessario vivere la situazione, solo così si può capire cosa implica avere due figli… Io ora capisco meglio pure mia madre!

    p.s.: dicono che il terzo figlio sia quello della consapevolezza totale… che dici? restiamo ignoranti? 😀 😀 😀

  7. Ps. Sono curiosa di sapere quale sia il post incriminato o_O li ho sempre letti tutti, ma non ho mai letto post di rabbia per la piccetta. Dubito di averlo dimenticato o rimosso, mi avrebbe colpita di sicuro…

  8. ma tu sei una mamma meravigliosamente imperfetta come tutte noi che però ha l’ironia di dirlo e di sorriderci anche sopra!

    non doveva permettersi.

    e mi sa che ha toccato un brutto tasto.

    non sentirti in colpa.inoltre non credo si possa avere SEMPRE lo stesso atteggiamento con i figli. Loro sono diversi e tu cambi. Punto. Non ci piove.

    Stai serena

  9. io leggo ma non commento mai, però posso dire che la Piccetta è straamata da te, da quello che si legge.è normle che un figlio più piccolo e meno indipendente in questo momento, almeno apparentemente agli occhi di non capisce una beneamata fava,sembra avere più cure, ma è normale e fisiologico.
    e io non ho figli (e non credo ne avrò se continuo a non essere fidanzata e ad uscire con i miei amici gay nei locali gay!!!), ma un cervello si e anche molto funzionante…

  10. Non ti curar di loro, ma guarda e passa… (che poi lo dico, ma mi incazzo pure io in questi casi, eh). Ci sarà sempre chi giudica e si sente in dovere di dire la sua, e sull’argomento “figli” ognuno dà il peggio di sé. Come se non bastassero tutti i dubbi, i sensi di colpa, le autoflagellazioni che già una mamma si fa da sé. Comunque l’unico vero giudizio lo danno i bimbi, e non con quello che dicono (anche loro sicuramente prima o poi verranno fuori con frasi del tipo “tu preferisci lui/lei”): sarà la loro serenità a testimoniare l’equanimità del tuo amore.

  11. Io non ho figli, e mia sorella è il motivo per cui non ne voglio. Me ne uscisse uno come lei, lo ammazzerei in modi che farebbero sembrare la Franzoni una carmelitana scalza dedita alla non violenza.
    Avrei pagato, per una maledetta impicciona che quando avevo 12 anni, andavo bene a scuola ed ero brava, avesse attaccato i miei a un palo dicendo “state dando tutto alla stronzetta problematica, dimenticandovi bellamente della maggiore, che ha il difetto d’esser brava e studiosa. Avete i sensi di colpa per cose che non esistono, e la piccola lo sa e li sfrutta, imbecilli!”.
    Mi spiace che tu sia stata criticata, sono sicura che non te lo meriti, ma sotto sotto tifo per l’impicciona maleducata. Mandala indietro nel tempo e mettila davanti ai miei genitori 😉

  12. Dimentico di essere madre.

    Parlo da sorella minore (che qua prendono parte solo le maggiori, che poi fatalità siano tutte sorelle maggiori senza un figlio, va beh, sarà un caso)

    Ho avuto seri problemi con mio fratello. Ma seri seri.
    Un giorno gli ho sempliemente chiesto “che cazzo di problemi hai tu con me?” (eh, scusate, gliel’ho chiesto così!)
    Lui ha sparato frasi del tipo “mamma e papà preferiscono te! Da quando sei nata tu la mia vita è cambiata! Da quando ci sei tu mi tocca mangiarmi la nutella secca che tu lasci nel barattolo! (così, tanto per far capire il grado di odio nei miei confronti!)”
    Stupita, gli ho semplicemente detto che ehi, anche io sono gelosa di lui, che anche per me mamma e papà preferiscono e trattano meglio lui, e blablabla.
    E allora? Magari, forse, che ne so, potrebbe essere che ogni fratello, a prescindere da che sia il maggiore, il mediano, il minore, l’ultimo di 18, si limiti a guardare quel che i genitori fanno per gli altri fratelli e non per loro???
    Capito come, no?

    Ecco, però, se posso permetermi, arrivare a dire “non faccio figli perchè mia sorella è stata una grandissima stronza!”…… insomma, è un peccato. In fin dei conti si può decidere di farne uno solo. 😉

    • Per carità rospa: anche quell’unico figlio ha una seria probabilità di diventare come mia sorella. io ci ho messo 30 anni per andarci d’accordo, mia madre ancora non c’è nemmeno vicina… sai che dramma avercela per figlia?
      Comunque nel mio caso il problema è stato che mia sorella era cagionevole di salute appena nata, e i miei si convinsero che per il fatto d’esser la seconda, avesse avuto automaticamente “meno” di me. Da lì il senso di colpa nei suoi confronti, di cui lei si è giustamente nutrita per 25 anni. Caratterialmente comunque era già difficile di suo, ed è finita nella famiglia sbagliata. Peccato che nessuno ci abbia salvate da piccole…

      • ma per quale motivo sei convinta che ti nascerebbe un figlio identico caratterialemtne a tua sorella? Giuro che non capisco, e un po’ mi spiace anche per tutto il rancore che traspare dal tuo scritto. Spero che ti sia tolta almeno lo “sfizio”, in età adulta, di far notare ai tuoi di quanto ti abbiano fatto soffrite.
        Del rapporto con la sorella, invece, nel mio piccolo ne so qualcosa… io ho una sorella di 7 anni più grande. I miei, che lavoravano entrambi, l’avevano promossa a baby sitter tutti i pomeriggi e senza stipendio. Insomma, era obbligata a controllarmi. Ne equivale che mi corcava di botte e mi chiudeva a chiave nello sgabuzzino (che aveva pure la luce esterna, quindi stavo chiusa in un buio metro quadro pieno di scarpe puzzose.) Io, dal canto mio, mi comportavo quindi da stronza spiona insopportabile.
        Ci siamo poco cordialmente detestate fino all’età adulta.
        Poi ci siamo cordialmente ignorate.
        Fino a quando non è rimasta incinta lei, più o meno un anno fa. E mi ha cercata tanto. E mi ha tanto intenerita.
        E ci siamo scoperte.
        Ci abbiamo messo 40 anni, ma meglio tardi che mai.
        A te auguro di lasciar andare.

        Perché nessuno ci salva dalla nostra famiglia, tranne noi stessi.

        • Pera mi hai ricordato me con mia sorella minore! Noi siamo ancora nella fase del cordialmente ignorare… O meglio, io la ignoro cordialmente e lei mi ignora finchè non ha bisogno di qualcosa, lì allora mi cerca.. In compenso, pur sapendo che ho due bimbi piccoli e considerando il fatto che non lavora e studia alle serali, non l’ho mai sentita chiedermi “hai bisogno di qualcosa?”..

          Spero tanto di poterla ritrovare pure io più avanti… Chessò… quando supererà la soglia dei 15 anni mentali, magari quando farà dei figli anche lei, se ne farà 🙂

        • “ma per quale motivo sei convinta che ti nascerebbe un figlio identico caratterialemtne a tua sorella?”
          Statistica e genetica. Mia sorella e la sorella di mio marito sono identiche. Io e Marito siamo identici. Secondo me le probabilità di avere una figlia simile a una delle due zie è spaventosamente alta. Ma sfiga a parte, sono egoista e lo so, ergo evito di riprodurmi, non farei che rendere infelice me stessa, marito & figlio/a…quando uno ha la fortuna di saperle da prima, le cose, è meglio che si organizzi.
          Comunque al momento (e già da alcuni anni, per la verità) io e mia sorella abbiamo deciso che il problema sono stati i nostri genitori, che erano totalmente impreparati ad avere due figlie caratterialmente diverse, e andiamo d’accordissimo.
          Non ho alcun rancore o problema, col senno del poi, posso dire serenamente che nessuno nasce genitore e gli errori si fanno…ma ecco, una che lo facesse notare ai miei al momento giusto, con un ricco “non te ne rendi conto, ma stai facendo delle preferenze esagerate”, sarebbe servita, e tanto.

  13. Guarda sono con te al 100%. Fa 6 anni e mezzo che sento questa solfa. E guarda caso, da gente che ha un figlio solo. Ma pensa un po’. Sono più morbida col Nin che col PG? Si. E allora? Il Nin non è il PG, ne il PG era come il Nin quando aveva la sua età. Quindi? E’ un problema per qualcuno??? Non mi posso permettere di pretendere, oggi, di più dal PG che ha 13 anni che dal Nin che ne ha 6 perchè finisce sempre che qualche benpensante mi spacca i maroni?
    Eh no eh?
    Proprio no, grazie.

    Eccheccavolo!!!!!

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