pura vita

Non va bene, che qui il blog lo sto un po’ troppo perdendo di vista. Ma se passo la giornata al pc a scrivere per lavoro, non è che poi c’ho tutta sta voglia di decomprimermi continuando a scrivere.

Che peccato, che spreco, quanta piccola quotidianità che verrà dimenticata.

Tipo il Piccione che si è fatto oltre due settimane a casa sotto antibiotico ma vispo e allegro e affamato come non lo vedevo da mesi, 24 ore su 24 con la sottoscritta qui presente a improvvisare educate partite a calcio (scandite da “Bravo Piccione!” “Gazie mamma! Bava mamma!” “Grazie Piccione!”), dalla maiala Pig, che mi si dice essere stata il personaggio più cercato in rete e te non hai idea di quanto noi si sia contribuito a metterla sul podio, da torri di mattoncini colorate, coccole e canzoncine e decine di macchinine e camion di tutti i materiali e di tutte le dimensioni, e che ieri è tornato al nido e strillava come un’aquila che mica c’aveva voglia e dagli torto.

O tipo la Piccetta che non so, certe volte mi sembra mi scivoli via, e allora si organizza un pomeriggio a milano solo io e lei, vetrine, camminate, un po’ di shopping per sentirci complici e una letterina scritta di fretta che è ufficilamente diventata una delle cose più importanti che possiedo (o posseggo?).

E le feste di natale che si avvicinano, e un calendario dell’avvento costruito da noi mentre mangiavamo pop corn, e intime casette create sotto la scrivania, e mia madre arriva a breve a godersi i nipoti e darmi cinque giorni di regressione, e la vita che prosegue, e chi si è sentito male in strada ma per fortuna l’allarme è rientrato, e un’altra festa di compleanno che è passata, e quelle gambe che diventano sempre più lunghe, e le notti a far le 4 per stare al passo col lavoro e la sveglia che suona comunque inesorabile alle 6 e 50, e la voglia di fuggire da tutto e tutti, e la voglia di abbracciarli forte e ibernarli così che son perfetti, e gli amici che trascuro, e la me che trascuro, e loro che non trascuro affatto ma il senso di colpa è sempre in agguato, e il colloquio con le maestre della Piccetta e quella sensazione un po’ immotivata e un po’ no di star facendo un buon lavoro, e i conti che si fa fatica e le risate a letto con il Fonto perché qua è dura amici, è dura davvero, ma siamo in 4 a sostenere il peso sulle spalle, e l’abbiamo distribuito bene e quindi si va avanti.

Servirebbe solo un massaggio alle spalle. E del tempo per goderselo

3 pensieri su “pura vita

  1. Che peccato anche per noi che ti leggiamo volentieri! Ma forza, sembra che tu vada avanti bene! Anche se dormi proprio poco… io non potrei mai!

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