E dare forma tonda a bolle di pensieri che esplodono nell’aria non appena si fan troppo seri

Direi che è stata decisamente diversa da come l’avevamo pensata.

Che il piano “Feste natalizie”, col Fonto a casa due settimane per miracolose ferie e la Pera rallentata perché i lavori di serie A saranno anche di serie A ma non si differenziano granché da nessun altro tipo di lavoro sperimentato fino ad ora, e quindi nonostante l’enorme frenesia partono comunque in ritardo e lasciano di conseguenza del tempo libero be’, era una combinazione che non capitava da tempo.

E comunque l’idea di partenza era: festeggiare il Natale con i Fonto parenti, mangiare come se non ci fosse un domani, scartare regali a palate e sudare e farsi battere in scatenati balletti giastdenssullavii dal nipote dodicenne, poi preparare le valigie e via di corsa una settimana dai nonni di Molto Lontano a mangiare come se non ci fosse manco il pomeriggio, figurarsi un domani, in verità è diventata

“Toh, ma guarda, alle 10 di sera del 24 dicembre il Piccione ha 40 di febbre. tanti auguri!”

E quindi niente. Non se n’è fatto niente.

Casa.

Dispiaciuti, ma casa.

Che poi, a dire il vero, dispiaciuti fino a un certo punto, che la combinazione “Ehi, siamo in ferie e non dobbiamo/possiamo andare da nessuna parte, dacché è nata la Piccetta non era ancora mai capitata.” aveva dei lati positivi che non si faceva mica fativa a cogliere. Ancora di più quando abbiamo compreso che il Piccione non aveva nulla che costante tachipirina e lavaggi al naso non tenessero sotto controllo.

E quindi mica tanto dispiaciuti, a casa.

E che si è fatto?

Dormito. Ma dormito proprio. Talmente tanto che ci sto ancora un po’ sotto e sono ancora in jet lag.

Rallentato. In tutto. Nel lavoro, negli impegni, negli incontri pure con gli amici, nei movimenti, nei pensieri. Una coppia di sonnecchianti bradipi felici e rincoglioniti dall’ebrezza di potercelo permettere.

Mangiato abbestia. Da piatti sperimentati in cucina a schifezze da sacchetto. In dosi mastodontiche. Per non parlare dell’overdose di cioccolata, che ci sto ancora sotto pure con questa e io mica lo so come tenere a bada una simile e subdola forma di dipendenza.

Giocato un sacco tutti e quattro. Che niente da fare, mantengo giovane il fanciullino che è in me non appena vedo del lego. E credimi se ti dico che in questi giorni di lego ne ho visto un botto. E non mi stancherei mai.

Litigato. Chettidevodire, eravamo pervasi dallo spirito natalizio pure noi.

Fatto pace. Che non si può mica iniziare un nuovo anno tenendo il broncio, via, porta sfiga e anche no, grazie assai.

Guardato film e serial in quantità apocalittiche per il periodo storico della famiglia. Rigorosamente di notte. Rigorosamente a letto. Rigorosamente mangiando schifezze. Il paradiso non deve essere molto diverso.

Fatto sesso. Poco perché eravamo pigri pure in questo, ma noi siamo gente che sa accontentarsi.

Scartato un signor regalo. Che il Fonto quando ci si mette ci sa fare. E quindi il 25 giugno dell’anno appena iniziato, oltre a spegnere le 38 ragguardevoli candeline sulla mia torta, porteremo la Piccetta al suo primo concerto vero.

Di Lorenzo.

A san Siro.

E se lei, davanti ai biglietti, ha detto solo “oh, sembra bello!”, io già non sto più nella pelle.

E quindi un sentito ringraziamento al Supremo Bacillo che ha bussato alla nostra porta alla vigilia di natale.

Grazie davvero.

Per cortesia, però, abbia la gentilezza di andare a trovare pure qualcun altro, una volta tanto. Che noi siamo ospitali si è capito, me ne rendo conto, ma adesso anche basta. Almeno per un paio di settimane.

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4 pensieri su “E dare forma tonda a bolle di pensieri che esplodono nell’aria non appena si fan troppo seri

  1. il buon Babbo ha fatto visita anche a noi, vai tranqui! e siamo ancora attaccati all’aerosolo. e non dico altro.

    ma lorenzo chi? il vecchio o il nuovo (sai, no? icsfactor? se fosse il nuovo, sarei poco entusiasta anche io)

    il sesso. beh. quello noi non lo facciamo da tempo immemore. dormire. beh. non facciamo bene da tempo immemore nemmeno quello. tanto che quando ho proposto “ehi, chiamiamo qualche nonno, mogliamogli i pargoli e andiamocene via un 48 ore viaggio compreso. chissenefregadove. anche l’hotel vicino casa. ce ne stiamo là, a letto, 48 ore. sonno e sesso” lui ha risposto “secondo me, se ci stendiamo su un letto da soli, sveniamo in tempo zero. dopo le 48 ore dovrebbero venire a rianimarci”

    e tanti auguri!

    OH!OH!OH!

    • sai che non so chi sia il lorenzo nuovo? Dici che dovrei iniziare a guardare icsfactor?
      Io parlo del lorenzo storico, quello di “sei come la mia moto, sei proprio come lei!” che c’ho una voglia di cantare e sculettare che non ti dico!!!

      • DEVI è un parolone! Io quest’anno mi sono fatta prendere e trscinare. E ci siamo divertiti un po’ tutti. Poi, però c’è il rischio che arrivi la delusione e tr me rimani con l’amaro in bocca, magari un po’ pensando anche “che gusti di merda hanno gli italiani”.
        Ma se c’è di meglio da vedere, meglio il meglio ad icsfscor

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