Ti consiglio un film, anche se non lo faccio mai

Io amo molto i miei bambulli. Serve che lo specifichi?

Però.

Però talvolta mi sento soffocare.

Però talvolta vorrei urlare.

Però talvolta vorrei scrollarmeli di dosso e rifugiarmi qualche minuto nella mia vita di prima, quella in cui avevo solo me stessa a cui badare. E non lo facevo manco bene, per giunta, ma riguardava solo me e quindi non aveva importanza.

Io so benissimo che sono pensieri che, chi più chi meno, formuliamo tutte. Siamo esseri umani che cercano di sopravvivere in tempi di troppi pensieri foschi e pochi fidati con cui condividerli, e siamo stanche, e sole e spesso con multipressioni che ci comprimono da troppi lati, come fossimo giocatori di rugby in mezzo alla mischia.

E quindi sì, anche se magari non tutte lo ammettiamo, che forse è ancora un po’ un tabù, pensieri analoghi li facciamo. Magari poi ci sbrighiamo a sotterrarli in profondità e negarli persino a noi stesse, del resto nessuno ci ha mai avvertito di questa ambivalenza nei sentimenti, si è sempre state decisamente omertose sull’argomento, e come tutto ciò che non si conosce e spaventa, si amplifica e rimbomba nel silenzio.

E poi, una notte in cui dovresti lavorare ma proprio non ti viene, decidi di guardare un film horror che ti hanno detto essere davvero bello.

E davvero bello lo è per davvero, ma tutto è fuorché un horror. Anche se angoscia tanto, molto più di un horror convenzionale. Perché tratta, anzi, dà voce e corpo, al mostro che c’è sempre dentro a ogni mamma. Un mostro subdolo che si nutre della profonda solitudine e delle frustrazioni di Amelia, delle urla isteriche e dei comportamenti sempre più borderline di suo figlio Samuel, sette anni, della perdita di suo marito in un incidente pauroso e di un lutto mai elaborato.

Si nutre d’incomprensioni e di senso d’inadeguatezza, di speranze disilluse e di inutili attese.

Si fortifica nella rabbia che cova e monta ma non trova una via sana per sfociare, e quindi erode ogni molecola dentro e fuori.

E tu che sei una mamma, porca vacca, empatizzi.

Cosa si può fare quando Babadook cerca d’impossessarsi della parte migliore di noi e alla fine, sfiancati dalla battaglia, glielo permettiamo?

Il film mette in scena, suppongo, l’orrore per antonomasia di ogni madre, e lo fa prendendoci a schiaffi ma senza privarci di preziose carezze, il tutto immerso in una fotografia sempre luminosa ma mai capace d’illuminare davvero. I due attori principali, madre e figlioletto, sono di un talento devastante e sceneggiatura e regia sono di una donna (e del resto nessun uomo, con rispetto parlando, sarebbe stato in grado di concepire un travaglio interiore di simile portata, non per incapacità, ma per assenza di strumenti base).

E le illustrazioni di Alex Juhasz sono da guardare e riguardare nonostante siano profondamente disturbanti, e se sei del mestiere studiatele proprio.

E quindi sì, lo so, pensieri sgradevoli sui nostri figli e sulla nuova vita che ci hanno donato, talvolta li facciamo tutte, ma sento di dover ringraziare questo film che li ha portati in scena, li ha prelevati dall’ombra facendoci, facendoMI sentire meno sola.

E niente, mi son sentita in dovere di metterla giù, questa sensazione di condivisione. Questo balsamo messo via e che mi spalmerò addosso in un “momento no” e che magari, chissà, serve anche a te. E se ti capita di vedere il film, non fermarti a chiederti se Babadook esiste davvero, perché non è questo il punto, vai oltre, guarda la luna, non il dito… e le zone d’ombra, guarda le zone d’ombra. Perché quello che il film vuole ricordarci è che i nostri mostri non vanno combattuti, ma accettati. E bisogna tenerseli accanto per non perderli di vista. Perché è l’unico modo per mantenerne il controllo.

 

 

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2 pensieri su “Ti consiglio un film, anche se non lo faccio mai

  1. Penso che quando guardiamo un film, se il film è ben fatto, questo ci parli, a seconda del periodo che stiamo vivendo, a seconda dei nostri sentimenti del momento. Io sono riuscita a piangere sconsolatissimamente davanti alla crisi di mezza età ed il favoloso recupero di Shrek Terzo, perché stavo vivendo una situazione che richiedeva le mie lacrime… per dire. Non ho visto questo di cui scrivi, ho visto il trailer del tuo link e mi ha fatto una gran paura, se devo dirti la verità.
    Visto quello che ha significato per te, e visto che come dici tu certi pensieri alle volte vengono un po’ a tutte, non so se lo vedrò……………….

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