VORREI CHE TU ANDASSI AVANTI

Mi piace pensare fosse una notte stellata, calda ma non afosa, eccitata e ricca di promesse. Del resto quella sera c’era la festa di paese, si balla e scivola di dosso la fatica del lavoro duro, quello dei campi di riso sterminati e pullulanti zanzare, o delle fabbriche dai turni devastanti, si balla e i pensieri schizzano via, resta solo la leggerezza.

Mi piace pensare che quando i loro occhi s’incrociarono, capirono subito che sarebbero stati quello giusto l’una per l’altro. Perché poi è così che andò: lui le si avvicinò, lei chissà come reagì inizialmente. Forse finse indifferenza. Forse fece un po’ la ritrosa. Ma comunque l’anno dopo si sposarono. 22 anni lui, 20 lei. Una promessa per la vita.

Una promessa rispettata, ma dai tempi troppo brevi, perché lui la lascia sola pochi anni dopo. Muore così, senza un perché. Sul finire degli anni 50 certe cose ancora non le sanno spiegare, o comunque non in un paesello del Monferrato.

 

Lei all’improvviso è sola. Non ha ancora compiuto 31 anni.

Ha due bambine piccole.

Un lavoro in fabbrica

Io non lo so come ha fatto a trovare tutta quella forza lì, ma l’ha trovata ed è andata avanti. Portando avanti le sue figlie.

Non si è mai risposata. Non ha mai avuto nessun altro. La vita l’ha portata lontana 700 km dalla tomba del marito, ma ogni anno per un giorno all’anno, finché il suo corpo l’ha sorretta, lei è andata a posarvi un bacio.

 

Lei è mia nonna, che da questo pomeriggio è peggiorata tanto. Ma tanto tanto, e non me l’aspettavo e nessuno se l’aspettava, che da 10 anni a questa parte era pressappoco stabile, e adesso sta proprio male, ma a quanto pare non così male da morire.

 

E io sono incazzata perché invece voglio che muoia. Voglio che sia libera del suo corpo che l’ha martoriata negli ultimi 15 anni. Voglio che vada perché checcazzo, a 90 anni, ma cos’altro devi fare? Stare in un letto, dio non voglia per chissà quanto, chissà come, chissà dove?

Voglio che lo raggiunga, corra da quell’uomo che l’ha avvicinata in una festa di paese, forse attratto da quell’abito color sabbia, o dal taglio di capelli corto e ondulato, a prendersi tutti gli abbracci e l’amore che le è stato negato. Che è stato negato a entrambi per quasi 60 anni.

Voglio che vai avanti, nonna. Che adesso ci sto male che l’ultima volta che ti ho vista avrei dovuto abbracciarti più a lungo, e chiederti altro sulla tua vita, i tuoi ricordi, e buttare all’ortiche il pudore e chiederti delle tue emozioni, ma è sempre così, il rimpianto rende sacra la morte, e ti prego vai, ti prego.

Al dolore del dopo ci penserò dopo, quello riguarda noi che restiamo, ma tu adesso liberati, ok?

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7 pensieri su “VORREI CHE TU ANDASSI AVANTI

  1. Forse lui è sempre stato con lei .. le persone non le perdi veramente se continuano a vivere nel tuo cuore, ma ora è giusto che si possano riabbracciare finalmente.
    Grazie per questo bellissimo post. Un bacio.

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